Ferrata Roda di Vael (Catinaccio)

La Ferrata Roda di Vael porta all'imponente vetta omonima (2806 m) nel Gruppo del Catinaccio, con un itinerario di media difficoltà. La salita dal Passo del Vajolon è facile; la discesa verso la Torre Finestra presenta singoli passaggi più impegnativi. Si può concatenare con la Ferrata Masarè per un appagante giro ad anello.
Base il Rifugio Paolina (2125 m), raggiungibile con la Funivia Paolina da Carezza, presso il Passo di Costalunga; ampio parcheggio agli impianti. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal Paolina si va verso nord/sinistra sul CAI 552, in leggera salita verso la parete ovest della Roda di Vael, poi sul CAI 549 e in direzione del Passo del Vajolon; superato un primo tratto attrezzato con fune e scaletta, lungo la traccia detritica si raggiunge il Passo del Vajolon (2565 m, 1h dal Rifugio Paolina). In alternativa si parte dalla Val di Fassa: da Vigo, funivia al Rifugio Ciampedie e sentieri CAI 541 poi 551 al Passo Vajolon (2h dalla stazione a monte).
Dal passo si risale in linea logica il filo di cresta dello spigolo della Roda di Vael seguendo le attrezzature: la salita non presenta particolari difficoltà e alterna tratti attrezzati medio-facili a roccette non attrezzate, con bella vista sulla valle detritica dietro il Catinaccio. Per sentiero di cresta attrezzato e qualche facile balzo si arriva in vetta alla Roda di Vael (2806 m), con la croce metallica (45' dal Passo del Vajolon / 1h 45' totali). Si scende quindi sul versante opposto su ampio sentiero, attrezzato nei tratti più ripidi: alcune roccette e una scala portano verso la Forcella delle Rode (si ignorano le funi che scendono ripide nel canalino e si prosegue in quota). Raggiunta la forcella si affronta il passaggio chiave: una parete verticale e molto esposta, con pochi appigli naturali, da risalire in diagonale verso sinistra; le numerose staffe sostengono la progressione e si esce al Pian del Diaol (2625 m, 1h 15' dall'attacco / 2h 15' totali). Si passa sotto la Torre Finestra (la fessura con la croce al centro) fino a un bivio: a destra sale la Ferrata Masarè (2h), a sinistra si scende per un tratto angusto con una scala in un anfratto roccioso e un paio di altri tratti attrezzati che chiudono la ferrata (45' dal bivio / 3h 15' totali). In entrambi i casi si scende al Rifugio Roda di Vael (2283 m).
Difficoltà media in ambiente d'alta quota. Il punto più impegnativo è la parete diagonale di Pian del Diaol, esposta e capace di mettere in difficoltà i meno esperti, pur senza difficoltà tecniche rilevanti grazie alle ottime attrezzature.
Stagione estiva, a roccia asciutta e senza nevai residui. Quota massima 2806 m.
Dal Rifugio Roda di Vael si rientra al Rifugio Paolina per comodo sentiero a mezzacosta CAI 549 poi 539, passando per il Monumento a Christomannos, fino alla stazione a monte della funivia (1h dal Rifugio Roda di Vael; senza Ferrata Masarè 4h 15' totali, con la Masarè 6h 15' totali).
Prosecuzione naturale è la Ferrata Masarè. Nel Catinaccio anche la facile Ferrata Santner, la Ferrata Bepo de Medil, la Ferrata al Catinaccio d'Antermoia, la Ferrata Laurenzi e l'esposta Ferrata Maximilian.
- DifficoltàModeratamente Difficile
- RegioneTrentino-Alto Adige
- GruppoCatinaccio
- Avvicinamento1:00 h
- Ferrata1:00 h
- Itinerario (a/r)4:15 h
- Dislivello ferrata246 m
- Dislivello itinerario681 m
- Quota max2806 m
- Lunghezza13,1 Km




































