Ferrata Roda di Vael (Catinaccio)

Ferrata Roda di Vael (Catinaccio)
Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
Ferrata Roda di Vael (Catinaccio)
Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

La Ferrata Roda di Vael porta all'imponente vetta omonima (2806 m) nel Gruppo del Catinaccio, con un itinerario di media difficoltà. La salita dal Passo del Vajolon è facile; la discesa verso la Torre Finestra presenta singoli passaggi più impegnativi. Si può concatenare con la Ferrata Masarè per un appagante giro ad anello.

▲Avvicinamento

Base il Rifugio Paolina (2125 m), raggiungibile con la Funivia Paolina da Carezza, presso il Passo di Costalunga; ampio parcheggio agli impianti. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal Paolina si va verso nord/sinistra sul CAI 552, in leggera salita verso la parete ovest della Roda di Vael, poi sul CAI 549 e in direzione del Passo del Vajolon; superato un primo tratto attrezzato con fune e scaletta, lungo la traccia detritica si raggiunge il Passo del Vajolon (2565 m, 1h dal Rifugio Paolina). In alternativa si parte dalla Val di Fassa: da Vigo, funivia al Rifugio Ciampedie e sentieri CAI 541 poi 551 al Passo Vajolon (2h dalla stazione a monte).

▲Il percorso

Dal passo si risale in linea logica il filo di cresta dello spigolo della Roda di Vael seguendo le attrezzature: la salita non presenta particolari difficoltà e alterna tratti attrezzati medio-facili a roccette non attrezzate, con bella vista sulla valle detritica dietro il Catinaccio. Per sentiero di cresta attrezzato e qualche facile balzo si arriva in vetta alla Roda di Vael (2806 m), con la croce metallica (45' dal Passo del Vajolon / 1h 45' totali). Si scende quindi sul versante opposto su ampio sentiero, attrezzato nei tratti più ripidi: alcune roccette e una scala portano verso la Forcella delle Rode (si ignorano le funi che scendono ripide nel canalino e si prosegue in quota). Raggiunta la forcella si affronta il passaggio chiave: una parete verticale e molto esposta, con pochi appigli naturali, da risalire in diagonale verso sinistra; le numerose staffe sostengono la progressione e si esce al Pian del Diaol (2625 m, 1h 15' dall'attacco / 2h 15' totali). Si passa sotto la Torre Finestra (la fessura con la croce al centro) fino a un bivio: a destra sale la Ferrata Masarè (2h), a sinistra si scende per un tratto angusto con una scala in un anfratto roccioso e un paio di altri tratti attrezzati che chiudono la ferrata (45' dal bivio / 3h 15' totali). In entrambi i casi si scende al Rifugio Roda di Vael (2283 m).

▲Carattere e difficoltà

Difficoltà media in ambiente d'alta quota. Il punto più impegnativo è la parete diagonale di Pian del Diaol, esposta e capace di mettere in difficoltà i meno esperti, pur senza difficoltà tecniche rilevanti grazie alle ottime attrezzature.

⚠ Possibile presenza di neve anche in stagione inoltrata nel tratto verso il Passo del Vajolon. Attenzione al materiale detritico che si smuove nel tratto di discesa.
▲Periodo e sicurezza

Stagione estiva, a roccia asciutta e senza nevai residui. Quota massima 2806 m.

▲Discesa

Dal Rifugio Roda di Vael si rientra al Rifugio Paolina per comodo sentiero a mezzacosta CAI 549 poi 539, passando per il Monumento a Christomannos, fino alla stazione a monte della funivia (1h dal Rifugio Roda di Vael; senza Ferrata Masarè 4h 15' totali, con la Masarè 6h 15' totali).

▲Da abbinare

Prosecuzione naturale è la Ferrata Masarè. Nel Catinaccio anche la facile Ferrata Santner, la Ferrata Bepo de Medil, la Ferrata al Catinaccio d'Antermoia, la Ferrata Laurenzi e l'esposta Ferrata Maximilian.

▲Galleria
Dati tecnici
  • DifficoltàModeratamente Difficile
  • RegioneTrentino-Alto Adige
  • GruppoCatinaccio
  • Avvicinamento1:00 h
  • Ferrata1:00 h
  • Itinerario (a/r)4:15 h
  • Dislivello ferrata246 m
  • Dislivello itinerario681 m
  • Quota max2806 m
  • Lunghezza13,1 Km
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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