Ferrata Bepo de Medil

Ferrata Bepo de Medil
Vie Ferrate › Trentino Alto Adige › Trento
Ferrata Bepo de Medil
Moderatamente Difficile● Da verificareCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria
ATTENZIONE: itinerario DA VERIFICARE. Il sentiero e di fatto chiuso (indicazioni rimosse e un muretto di sassi all'imbocco) e le attrezzature sono datate e in piu punti lasche, tanto da poter non reggere in caso di caduta: vanno considerate un sostegno solo psicologico. La gola e instabile, con tratti franati, ed e possibile trovare neve anche a stagione inoltrata. Caschetto obbligatorio. Adatto solo a escursionisti molto esperti, con passo fermo e assenza di vertigini.

L'antica Ferrata Bepo de Medil (1930) e una via poco frequentata e in scarso stato di manutenzione, che risale una stretta gola dalla Valle del Vajolet fino alla Pala di Mesdi e alla Valle del Larsec, nel gruppo del Catinaccio. L'ambiente e austero e affascinante, con panorami stupendi dalla parte alta, ma l'itinerario e riservato a chi ha solida esperienza.

Avvicinamento

Si parte dal Rifugio Gardeccia (1949 m), in Val del Vajolet, interdetta al traffico privato: la si raggiunge con la funivia da Vigo di Fassa fino a Ciampedie e poi 45 minuti di sentiero, oppure con la funivia da Pera di Fassa (il bus navetta da Pozza non e piu in funzione dal 2019). Dal Gardeccia ci sono due opzioni per la gola della ferrata. La prima: verso nord-est si scende il greto del torrente secco e si risale sulla sinistra orografica con le indicazioni del "sentiero panoramico"; la traccia, dapprima debole, diventa evidente a un cartello per il Rifugio Vajolet e sale superando una frana fino a una palina (1 ora dal Gardeccia). La seconda, piu semplice ma piu lunga: si raggiunge il Rifugio Vajolet (2243 m) per il sentiero di valle e poi una traccia a destra verso est, a mezzacosta sotto i dirupi del Larsec, per circa mezz'ora fino a una palina (1 ora e 30 dal Gardeccia). Da li, verso nord-est, si stacca un sentiero non segnalato e apparentemente ostruito da un muretto di sassi: con alcuni sporadici bolli rossi inizia la ferrata. Apri il punto di partenza su Google Maps.

Il percorso

Dopo la palina, un tratto di sentiero in salita aggira uno spallone e apre la vista sulla gola. La parte iniziale e ampia ma franata, senza traccia: serve molta attenzione a rimontare la frana, a tratti decisamente instabile. Superata, alcuni segni rossi datati indicano la stretta gola dove iniziano le funi metalliche, dapprima sul lato destro. Si sale fino al passaggio piu ostico: un grosso masso ostruisce la via e occorre superare un balzo di un paio di metri sfruttando l'unica staffa della via, scomoda sul lato sinistro, con un po' di agilita e forza. Si prosegue nell'angusta gola senza particolari difficolta tecniche fino a un diedro verticale ma ben appigliato, uscendo dalla gola (30 minuti dall'attacco, 1 ora e 45 totali). In un paesaggio brullo si segue un'esile traccia su detrito verso nord-est, verso la Pala di Mesdi, con due passaggi non protetti da segnalare: la discesa in un intaglio poco stabile con risalita sul versante opposto (attenzione al fondo detritico) e un tratto di cresta esposta. Si arriva a una forcella (20 minuti dal termine delle attrezzature, circa 2 ore totali) dove si puo scegliere se salire a destra la Pala di Mesdi su cresta ghiaiosa e rientrare (1 ora e 15 a/r) oppure concludere qui.

Carattere e difficolta

Le difficolta tecniche dei tratti attrezzati non sono elevate, ma l'impegno complessivo si: gola instabile, attrezzature datate e lasche, passaggi non protetti. Il passaggio non protetto presso un canalino franoso, dopo l'uscita dalla gola, e probabilmente il piu esposto e pericoloso dell'intera escursione.

Affidatevi alla vostra capacita di muovervi su terreno instabile e non alle vecchie funi. Caschetto indispensabile per la caduta sassi; valutate le condizioni di innevamento, che possono persistere a lungo.
Discesa

Dalla forcella si scende a est verso la valle del Larsec, su traccia detritica instabile (utili i bastoncini telescopici). Raggiunta la valle si hanno due opzioni: tenendo la destra in discesa verso il Passo delle Scalette e l'omonimo sentiero attrezzato fino alla Valle del Vajolet e al Gardeccia (5 ore totali), oppure a sinistra in salita al Passo Pope e giu per il sentiero Don Guido fino al Rifugio Vajolet e quindi al Gardeccia (5 ore totali).

Storia e da abbinare

La via e dedicata a Giuseppe De Silvestro, detto Bepo de Medil, storico fondatore e gestore del Rifugio Gardeccia, che la attrezzo intorno al 1930. Si puo abbinare al Sentiero Attrezzato delle Scalette; dal Passo Pope si puo proseguire verso il Catinaccio d'Antermoia e la sua ferrata, oppure verso la Ferrata Laurenzi o la Ferrata Maximilian (con pernottamento). Scendendo nella Valle del Vajolet ci sono vie piu semplici (Passo Santner, Masare, Roda di Vael); in un'altra giornata, verso il Passo San Pellegrino, la Ferrata Bruno Federspiel e la Ferrata Bepi Zac.

Galleria
Dati tecnici
  • DifficoltaModeratamente Difficile
  • RegioneTrentino Alto Adige
  • GruppoDolomiti di Fassa
  • Avvicinamento1:00 h
  • Ferrata2:00 h
  • Itinerario (a/r)5:30 h
  • Dislivello ferrata260 m
  • Dislivello itinerario808 m
  • Quota max2758 m
  • Lunghezza9,2 Km
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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