Ferrata al Pan di Zucchero

Ferrata al Pan di Zucchero
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Ferrata al Pan di Zucchero

Il Pan di Zucchero è uno dei faraglioni più alti d'Europa: 133 metri di roccia che si ergono dal mare al largo di Masua, sulla costa iglesiente della Sardegna sud-occidentale. La sua ferrata è un'esperienza fuori dal comune — si attacca dal pelo dell'acqua, raggiunti in gommone, si risale lo scoglio fino alla vetta e si rientra con una calata in corda doppia che termina direttamente sulla barca. Tecnicamente è facile e alla portata anche dei principianti, ma il contesto, completamente a picco sul mare aperto, la rende una delle uscite più scenografiche d'Italia.

Partenza e avvicinamento

Il punto di partenza è la spiaggia di Masua, nel Sud Sardegna, raggiungibile in auto lungo la strada che costeggia un vecchio impianto minerario fino al parcheggio: da qui il Pan di Zucchero appare di fronte, stagliato sul blu. Dalla spiaggia un gommone (servizio a pagamento) porta alla base del faraglione, dove la ferrata attacca a pochi metri dall'imbarcazione. L'avvicinamento via mare dura una manciata di minuti. Indicazioni per il parcheggio di Masua su Google Maps →

Il percorso

I primi metri sono gradonati e arrampicabili con facilità, agevolati da qualche piolo; si sale in verticale accanto alla targa del "Sentiero dei Minatori", poi una cengia verso sinistra apre la vista sul vicino arco naturale. Si guadagna quota su balzi rocciosi ben attrezzati con infissi recenti, attraversando un anfratto di roccia rossastra prima di uscire in piena esposizione sul mare.

La via alterna tratti di sentiero attrezzato a brevi salti verticali, dove staffe e cambre annullano le difficoltà tecniche. Un bel diedro, arrampicabile senza problemi ma ormai a strapiombo sull'acqua, conduce al libro di via; da lì una traccia tra gli arbusti mediterranei porta al pianoro sommitale, con panorama aperto sulla costa iglesiente.

Discesa

Per il rientro ci sono due opzioni: ripercorrere a ritroso la ferrata, oppure — come indicato da chi gestisce il trasporto — scendere con una calata in corda doppia di circa 45 metri nel vuoto, che termina proprio sul gommone. È il momento più adrenalinico dell'uscita e, da solo, vale il viaggio.

Carattere e difficoltà

Sul piano tecnico non ci sono passaggi impegnativi: la via è classificata Facile ed è adatta anche a chi è alle prime esperienze, purché accompagnato e con attrezzatura adeguata. A fare la differenza non è la difficoltà ma l'ambiente: si arrampica letteralmente sul mare, con il blu sotto i piedi per tutta la salita. Restano obbligatori casco, kit da ferrata e imbragatura; per la calata servono corda e dimestichezza con la corda doppia, di norma fornite e gestite dal servizio gommoni.

Periodo e accesso

Periodo ideale dalla primavera all'autunno, con mare calmo per l'avvicinamento in gommone. Attenzione: l'accesso al Pan di Zucchero può essere interdetto dall'1 aprile al 30 giugno per la nidificazione dell'avifauna — verifica sempre prima di programmare l'uscita.

Trattandosi di un avvicinamento via mare, l'uscita dipende dalle condizioni del mare: con onda il servizio gommoni può non operare.
Da abbinare

Restando nell'Iglesiente si può aggiungere la Ferrata Gutturu Xeu. Salendo verso nord, la Sardegna offre altri itinerari attrezzati di pregio: la Ferrata Regina, la Ferrata del Giorrè, la Ferrata di Badde Pentumas, la Ferrata degli Angeli sull'isola di Tavolara e la Ferrata del Cabirol a Capo Caccia.

Galleria
Dati tecnici
  • DifficoltàFacile
  • RegioneSardegna
  • ProvinciaSud Sardegna
  • ZonaIglesiente
  • Avvicinamento0:15 h (gommone)
  • Ferrata0:45 h
  • Itinerario totale2:30 h
  • Dislivello133 m
  • Altitudine max133 m
  • Lunghezza1,3 km
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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