Ferrata Badde Pentumas

Ferrata Badde Pentumas
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Ferrata Badde Pentumas

Una ferrata che si snoda tra cenge e traversi sul lato destro del Canyon di Badde Pentumas, nel cuore selvaggio della Valle di Lanaittu. L'ambiente e maestoso e l'attrezzatura, sostituita di recente, e ora in ottimo stato; restano pero alcuni tratti non protetti e passaggi molto esposti che ne fanno una via impegnativa.

Avvicinamento

Da Nuoro si procede verso Oliena e poi in direzione Dorgali; alle indicazioni per Su Cologne si svolta a destra e, poco prima del piazzale della fontana, si imbocca a destra una strada prima cementata e poi sterrata che entra nella Valle di Lanaittu. Lungo lo sterrato, raggiunta la seconda grande tabella di legno, NON si gira a destra verso il Rifugio Sa Oche ma si prosegue DIRITTO in direzione Su Ruvagliu / Tiscali (segnavia 409B) per circa 700 metri, fino a uno spiazzo di terra scura sulla destra con due grossi massi distanti una decina di metri, sormontati da ometti di pietra; tra i due c'e un albero con segnavia bianco-rosso. Si parcheggia qui e si segue l'ampio sentiero che entra nel bosco, costellato di ometti. Apri il punto di partenza su Google Maps.

L'avvicinamento prosegue scendendo verso un torrente, generalmente secco: dopo circa 10 minuti si cerca un bivio a destra non segnalato e man mano si seguono i segnavia 410. Dove il sentiero principale sale, si tiene la destra in discesa fino al letto del torrente; pochi minuti seguendo gli ometti e si entra nelle Gole di Pentumas. Inizia qui una lunga risalita nel canyon, 30-45 minuti tra roccette e brevi balzi, fino a un salto di una decina di metri oggi assicurato da una corda fissa. Si supera un primo anfiteatro roccioso con grotta (non e ancora la meta) e si raggiunge un secondo anfiteatro dominato da grandi pareti e tetti strapiombanti; una scritta verde indica l'attacco, vicino a un vecchio tronco dove un primo spezzone di corda segnala l'inizio della ferrata (circa 1 ora dall'auto).

Il percorso

Si parte subito con una placca verticale priva di infissi metallici: il fondo coperto di sabbiolina rende difficile arrampicare senza usare il cavo. Si sale a una prima serie di cenge non protette, con passaggi mai oltre il primo grado ma esposti, che richiedono piede fermo. Segue una nuova placca verticale, questa volta con alcune cambre, verticale nei primi metri e poi piu appoggiata. Dopo una cengia terrosa si affronta un breve ma impegnativo traverso a sinistra e un tratto di collegamento piuttosto esposto lungo le cenge; presso un albero con una pietra incastrata riprendono le attrezzature. La via prosegue su una lunga cengia attrezzata, molto esposta, che si restringe fino a diventare traverso. Dove la ferrata riprende, una grossa catena sostituisce il cavo nella sezione piu adrenalinica: un traverso orizzontale esposto verso sinistra porta a un diedro; dopo i primi metri verticali si supera uno strapiombo impegnativo, aiutati da una cambra, in forte esposizione, fino a un traverso a sinistra e a un esposto spigolo da aggirare. Una serie di traversi piu facili precede un tratto di cavo verticale, bello e arrampicabile, e un ultimo diedro impegnativo con alcune cambre che ne riducono le difficolta ma non l'esposizione. Gli ultimi metri aprono il panorama fuori dall'anfiteatro e chiudono la ferrata (circa 1 ora e 30 dall'attacco, 2 ore e 15 dal parcheggio).

Carattere e difficolta

Tecnicamente non e durissima, se non in un paio di punti, ma alcuni traversi richiedono una discreta forza di braccia e assoluta assenza di vertigini, soprattutto nei tratti privi di protezione. In compenso il canyon offre un interesse paesaggistico di prim'ordine.

L'avvicinamento non e ben segnato e richiede spirito di orientamento; in via ci sono cenge non protette ed esposte. Portate la traccia GPS e affrontatela solo con buona forma fisica e nessun problema di vertigini.
Discesa

Si risale completamente la parete fino alla sommita e si scende poi verso destra, seguendo un sentiero nel bosco che riporta sul letto del torrente percorso all'andata e quindi al punto di partenza (circa 30 minuti dal termine della ferrata, 2 ore e 45 in totale).

Da abbinare

Sul versante tirrenico dell'isola; risalendo la costa, da Porto San Paolo si puo prendere il battello per Tavolara e percorrere la Ferrata degli Angeli. Verso la costa occidentale si scelgono la Ferrata del Castello di Medusa, la Ferrata Regina, la Ferrata di Giorre e la Ferrata Cabirol (tutte attorno a 1 ora e 45 - 2 ore e 15 di auto). Scendendo verso il Sulcis-Iglesiente ci sono la Ferrata di Gutturu Xeu e la Ferrata al Pan di Zucchero.

Galleria
Dati tecnici
  • DifficoltaDifficile
  • RegioneSardegna
  • GruppoMonti Sardi
  • Avvicinamento1:00 h
  • Ferrata1:30 h
  • Itinerario (a/r)3:15 h
  • Dislivello ferrata170 m
  • Dislivello itinerario500 m
  • Quota max726 m
  • Lunghezza8,5 Km
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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