Ferrata Berti al Sorapiss

Ferrata Berti al Sorapiss
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Ferrata Berti al Sorapiss

La Ferrata Berti corre sulle pareti occidentali del Sorapiss e, di fatto, ne aggira l'intero massiccio: per questo va inserita in un lungo itinerario ad anello, generalmente abbinato alla Ferrata Vandelli e al Sentiero Attrezzato Minazio. È un giro lungo e impegnativo ma privo di passaggi estremamente tecnici, da spezzare in due giorni con pernottamento in rifugio. Qui è descritto in senso orario, con la Berti percorsa in discesa, partendo da San Vito di Cadore.

Avvicinamento

Il punto di partenza è il Rifugio Scotter, a nord di San Vito di Cadore; gli impianti che collegano il paese al rifugio sono attualmente chiusi ed è attivo un servizio navetta dalla Baita Sun Bar (punto di partenza su Google Maps). Dal Rifugio Scotter (1580 m) si sale al Rifugio San Marco (1823 m) per l'ampio sentiero 228 in circa 30' di salita ripida (in alternativa, da Chiapuzza, 800 m di dislivello col CAI 225 in 2h). Dal Rifugio San Marco, crocevia degli itinerari sul Sorapiss, si segue il sentiero 226 verso nord, tra pascoli e mughi e poi su roccia, in direzione di Forcella Grande; poco prima della forcella, sulla sinistra, un bivio col segnavia 246 sale al Bivacco Slataper: è il punto in cui si sceglie il senso del giro (orario, con la Berti in discesa, oppure antiorario). Proseguendo a mezzacosta verso est lungo un vallone e superato un ultimo strappo si raggiunge il Bivacco Slataper (2600 m, 1h 30' dal bivio, 3h 30' dal Rifugio Scotter); da qui si sale alla Forcella del Bivacco (2670 m, circa 4h dal Rifugio Scotter), punto più alto dell'itinerario e inizio della Ferrata Berti.

Il percorso

Percorsa in questo senso, la Berti inizia alla Forcella del Bivacco (2670 m) e termina alla Forcella Sora la Cengia del Banco (2416 m), in discesa: la prima parte è la più impegnativa, esposta e varia. Ignorato il bivio che col sentiero 241 scende a sinistra alla Dogana Vecchia, si attacca la via attrezzata: aggirato uno spigolo, una cengia attrezzata in discesa corre sotto le imponenti pareti sud della Croda di Marcora, con fondo di pietrisco ma non troppo stretta e il cavo a fare da corrimano sulla destra. Aggirata una rientranza e superato uno spigolo inizia il tratto più impegnativo: una discesa attrezzata di circa 150 metri di dislivello, con una parete dotata di staffe metalliche, alcuni balzi verticali e una serie di esposte scalette metalliche (alcune appoggiate, altre decisamente verticali), con passaggi di collegamento tra le scale piuttosto emozionanti; un paio di punti più verticali sono compensati dalla roccia ben appigliata. Raggiunta la cengia intravista 150 metri più in alto, l'impegno cala: si prosegue per lunghi tratti su esposte cenge che, senza guadagnare né perdere quota in modo significativo, aggirano le pareti ovest del Sorapiss, restringendosi a tratti in traversi mai eccessivamente difficili. Le attrezzature terminano presso la cosiddetta Cengia del Banco; questa lunga cengia, a differenza delle precedenti, non è protetta e, pur mai difficile, è decisamente esposta e richiede passo fermo. Staccandosi dalle pareti si sale infine alla Forcella Sora la Cengia del Banco (2416 m, 2h dalla Forcella del Bivacco, 6h dal Rifugio Scotter), dove finisce la Berti.

Carattere e difficoltà

Percorsa in discesa la via accentua la sensazione di forte esposizione, ed è soprattutto per questo che la difficoltà complessiva sale da «Moderatamente Difficile» a «Difficile».

Poco dopo la Forcella Sora la Cengia del Banco si incontra un tratto di disarrampicata non protetta di I+/II grado: pur non particolarmente esposto, richiede buon piede. La lunga Cengia del Banco non è assicurata ed è molto esposta. Itinerario molto lungo, da pianificare su due giorni.

Periodo e sicurezza

Itinerario d'alta quota per la piena stagione estiva, da affrontare con la possibilità di pernottare in quota. Cartografia consigliata: carta di Cortina e delle Dolomiti d'Ampezzo di 4Land.

Discesa

Dalla Forcella Sora la Cengia del Banco la meta della prima giornata è il Rifugio Vandelli (1928 m): la discesa inizia ripida, con un passaggio di disarrampicata (I+/II grado) che richiede attenzione, poi prosegue verso il grande vallone detritico e, seguendo il sentiero 215, tocca il magnifico Lago del Sorapiss prima di salire al Rifugio Vandelli (1h 30' dalla forcella, 7h 30' dal Rifugio Scotter). Il giorno seguente si sale all'attacco della Ferrata Vandelli (45' dal rifugio) e con la via si raggiunge il Bivacco Comici (2000 m, 2h dall'attacco, 10h 15' totali); da qui si rientra a Forcella Grande per il Sentiero Attrezzato Minazio, che dalla Busa del Banco sale alla Forcella Bassa del Banco (sentiero 243) e prosegue su una lunga serie di esposte cenge sotto le pareti orientali del Sorapiss, attrezzate con corrimano nei tratti più stretti, con vista sull'Antelao. Si scende fino a un bivio dove si prende il 226 verso Forcella Grande, si passa a destra della Torre dei Sabbioni e, con un ultimo tratto in salita, si raggiunge Forcella Grande; di qui si rientra al Rifugio San Marco e quindi allo Scotter, a ritroso per il sentiero dell'avvicinamento.

Da abbinare

L'anello unisce tre itinerari attrezzati attorno al Sorapiss: la Berti, la Ferrata Vandelli e il Sentiero Attrezzato Minazio. Nei dintorni si trovano l'impegnativa Ferrata del Ghiacciaio all'Antelao, la verticale Ferrata Sci Club 18 al Monte Faloria, la Ferrata dei Caprioli a San Vito di Cadore e, verso valle, la Ferrata della Memoria alla Diga del Vajont; verso il Passo Falzarego, la Ferrata Tomaselli, la Ferrata al Col dei Bos e la Ferrata all'Averau.

Galleria
Dati tecnici
  • DifficoltàDifficile
  • RegioneVeneto
  • GruppoSorapiss
  • Avvicinamento4:00 h
  • Ferrata2:00 h
  • Itinerario (a/r)9:30 h
  • Dislivello ferrata254 m
  • Dislivello itinerario1090 m
  • Quota max2670 m
  • Lunghezza30 Km
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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