Ferrata Biondi

Ferrata Biondi
Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Trieste
Ferrata Biondi
Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

La Ferrata Biondi si svolge nella zona delle Rose d'Inverno, sulle colline dietro Trieste, nel comune di San Dorligo della Valle. È un itinerario d'allenamento a bassa quota ma sorprendentemente vario e completo: traversi, cenge, roccette, placche, scale, diedri e brevi passaggi atletici si susseguono, rendendola un'ottima palestra per chi punta a vie più impegnative in ambiente montano.

▲Avvicinamento

Da fuori Trieste si raggiunge Basovizza e si seguono le indicazioni per San Lorenzo. Superata la frazione (circa 2 km da Basovizza), su stretta strada asfaltata si arriva nei pressi di un tornante: alla sua destra uno spiazzo con divieto di transito offre posto a una, al massimo due auto (punto di partenza su Google Maps). Se occupato si può parcheggiare più a monte verso San Lorenzo, allungando l'avvicinamento. Sul versante opposto della strada parte un sentiero CAI con segni bianco-rossi che in breve porta all'attacco (15' dal parcheggio).

▲Il percorso

All'attacco, segnalato dal classico cartello rosso CAI e da una targhetta commemorativa, si sale una paretina verticale di pochi metri fino a un albero; il cavo prosegue a destra su passaggi facili in diagonale, poi a sinistra e di nuovo a destra in traverso. Si superano alcuni balzi rocciosi verso sinistra e un traverso in leggera discesa che aggira una spalla; si sale quindi su linea più verticale, con un paio di balzi sostenuti su roccia ottima e solida (spesso arrampicabile). Segue un esposto traverso orizzontale verso sinistra: in questa sezione la via procede a lungo per traversi, alternando salita e discesa, con un passaggio in discesa su roccia levigata che richiede attenzione. Raggiunta una curiosa panchina in legno, si sale un tratto verticale e si percorre una stretta cengia a sinistra; si taglia trasversalmente la parete fino a un canalino da risalire. Il cavo piega a destra e affronta una serie di passaggi verticali impegnativi, poi una nuova cengia a sinistra e una discesa su paretina e placche in aderenza che sollecita le braccia. Gli ultimi passaggi terminano in una zona prativa e panoramica dove sostare (1h 30' dall'attacco, circa 2h dal parcheggio).

Spostandosi a destra, un sentiero lungo un costone porta alla seconda parte, più impegnativa: si sale una lunga scala metallica priva di fune (assicurarsi ai pioli), dapprima verticale poi più appoggiata. All'uscita, una cengia sotto una bella paretina verticale che si attacca a sinistra sfruttando appoggi per i piedi; si arriva alla base di un diedro con cavo sul lato destro. Risalito il diedro e spostandosi a destra si affronta il passaggio più impegnativo della via: un tetto roccioso stretto e leggermente strapiombante in partenza (attenzione alla testa), da cui si esce sulla sinistra. Seguono passaggi verso sinistra che alternano roccette e sentiero fino a una cengia e a un canalino roccioso, oltre il quale termina la via (2h 30' dall'attacco, circa 3h totali).

▲Carattere e difficoltà

Considerata una ferrata didattica non tanto per il livello, moderato, quanto per la varietà di passaggi che permette di allenarsi su tipologie di terreno molto diverse. Attrezzatura nuova e di ottima fattura, roccia solida. Difficoltà complessiva: Moderatamente Difficile.

⚠ La lunga scala metallica della seconda parte è priva di fune: assicurarsi ai pioli. Il tetto strapiombante è il passaggio più impegnativo; attenzione anche ai traversi in discesa su roccia levigata.
▲Periodo e sicurezza

Bassa quota (max 386 m): praticabile gran parte dell'anno con roccia asciutta. Nella zona si trovano anche grotte e falesie; in direzione di Basovizza merita una visita il monumento ai caduti della foiba.

▲Discesa

Dal termine della via si prosegue a destra intercettando il sentiero 49A che, in discesa, riporta sulla strada tra San Lorenzo e il parcheggio del tornante (15' dal termine, circa 3h 15' totali).

▲Da abbinare

La Biondi è isolata rispetto agli altri itinerari attrezzati; gli appassionati triestini puntano verso le Alpi Giulie. Nel Canin: la Ferrata Grasselli e la Ferrata Julia. Nel Montasio: la Via Amalia, il Sentiero Leva e il Sentiero Ceria-Merlone. Sul Jof Fuart la Ferrata Anita Goitan e il Sentiero Re di Sassonia; sul Mangart la Ferrata della Vita.

▲Galleria
▲Fonte e autore

Dati tecnici e fotografie di questa scheda provengono da ferrate365.it. La descrizione è un testo originale della redazione di Ravenna Gravity Fighters, scritto a partire dai dati oggettivi dell'itinerario. I diritti sulle immagini restano dei rispettivi autori: per segnalazioni o richieste di rimozione, contattaci.

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, scrivimi una mail

Dati tecnici
  • DifficoltàModeratamente Difficile
  • RegioneFriuli-Venezia Giulia
  • GruppoCarso Triestino
  • Avvicinamento0:15 h
  • Ferrata2:30 h
  • Itinerario (a/r)3:15 h
  • Dislivello ferrata100 m
  • Dislivello itinerario150 m
  • Quota max386 m
  • Lunghezza3 Km