Ferrata Sasso della Croce e Sasso delle Dieci

Ferrata Sasso della Croce e Sasso delle Dieci
Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
Ferrata Sasso della Croce e Sasso delle Dieci
Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

L'abbinamento delle ferrate al Sass dla Crusc (Sasso della Croce) e a Cima Dieci è un grande itinerario di alta montagna con partenza da Badia, in Val Badia. I tratti attrezzati sono di media difficoltà, ma il percorso è lungo (oltre 16 km, quasi 1000 m di dislivello) e per ampi tratti corre su sentiero esposto e non protetto: va affrontato con buona preparazione e tempo stabile. In cambio regala panorami spettacolari su Val Badia, Sassolungo, Gruppo Sella e le cime dolomitiche di Cortina, con la vetta a 3026 m.

Avvicinamento

Il punto d'appoggio è il Rifugio Santa Croce, sul versante orientale della Val Badia all'altezza di Badia, raggiungibile con le seggiovie «La Crusc 1» e «La Crusc 2» oppure a piedi per il comodo sentiero 7 da Badia (circa 1h 30'). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dalla stazione a monte (2045 m) si ha di fronte l'imponente bastionata del Sass dla Crusc, prima meta della giornata. Si seguono i segnavia 7 passando accanto a una chiesetta bianca; il sentiero sale poi a destra verso sud, dapprima dolce tra i mughi e quindi più deciso fuori dal bosco, verso la parete. Ci si incammina sotto la roccia lungo una cengia che si fa via via più stretta ed esposta: qui inizia il primo tratto attrezzato (1h dalla stazione a monte).

Il percorso

Il primo cavo aiuta su una cengia esposta seguita da un salto verticale; si prosegue alternando sentiero a mezzacosta esposto a brevi tratti attrezzati. Si risale una rampa inclinata con il cavo a sinistra e si percorre l'esposto sentiero che aggira la parete sud-ovest del Sass dla Crusc; dopo un tratto di roccette non attrezzato se ne incontra uno attrezzato con due staffe metalliche e un facile traverso. Una lunga cengia, più stretta delle precedenti, è protetta da una fune di autoassicurazione; si volge quindi a sud per l'ultimo tratto di sentiero, parzialmente attrezzato dove entra in un ripido canalino franoso, fino alla Forcella dla Crusc (2h 30' in totale). Alla forcella, crocevia di sentieri, si tiene la sinistra per restare sull'altopiano. Si cammina tra sassi e ghiaioni un po' scivolosi ma non difficili fino al Piz Zuber, quindi al bivio per il Sass dla Crusc (2907 m, deviazione opzionale ma consigliata), e si prosegue lungo la cresta panoramica verso Cima Dieci. Qui inizia il secondo tratto ferrato: breve ma molto esposto, risale lo spigolo sud per una cinquantina di metri di balzi rocciosi verticali. Dopo i primi metri appoggiati si affronta una serie di salti più marcati con il cavo a sinistra; da un balconcino panoramico si sale in forte esposizione su due tratti impegnativi, poi si aggira lo spigolo sul versante orientale e si vede, a una quindicina di metri, la croce di legno. Qualche passo in orizzontale immette in un camino che si risale in spaccata, passando dal lato destro a quello sinistro; le ultime roccette portano al pianoro sommitale e alla croce di Cima Dieci, con vista a 360° (2h dalla Forcella, 4h 30' in totale). La cresta che si stacca verso Cima Nove è percorsa dalla relativa ferrata.

Carattere e difficoltà

La prima ferrata, quella che porta alla Forcella dla Crusc, è nel complesso facile: presenta tre tratti verticali brevi e senza difficoltà tecniche, mentre gli altri cavi servono soprattutto a proteggere sentieri esposti. La ferrata di Cima Dieci è invece breve ma intensa, molto esposta e con la prima metà verticale e impegnativa.

Itinerario di alta montagna, lungo e con dislivello importante: richiede buona forma fisica. Diversi tratti di sentiero prima della Forcella sono esposti e non protetti, sconsigliati a chi non ha esperienza di montagna o piede fermo. Cima Dieci richiede assenza di vertigini. La stabilità del meteo è fondamentale: non ci sono veri punti d'appoggio e si trovano tratti attrezzati sia all'inizio sia alla fine del giro, da evitare con tempo instabile.

Storia

Il Sasso della Croce è legato alla storia dell'alpinismo per via di Reinhold Messner: nel luglio 1968, salendo il Pilastro di Mezzo con il fratello Günther, si trovò davanti a una placca liscia di quattro metri da cui non poteva né salire né scendere. La superò, come racconta nel suo celebre «Settimo Grado», e le attribuì una valutazione di VIII grado, fino ad allora mai usata; va ricordato che la affrontò con scarponi a suola rigida.

Periodo e sicurezza

Per questa via sono disponibili le tracce GPS (GPX e KMZ) scaricabili dalla scheda; per la zona è utile la cartina della Val Badia di 4Land.

Discesa

La discesa avviene lungo lo stesso sentiero dell'andata; i due tratti attrezzati richiedono particolare attenzione perché percorsi in discesa (3h dalla vetta, 7h 30' complessive).

Da abbinare

Difficilmente questo giro lascia energie per una seconda ferrata in giornata, ma su più giorni dalla Forcella dla Crusc si può salire al Piz de Lavarella e scendere verso il Sentiero Attrezzato Tru Dolomieu. In Val Badia c'è la Ferrata della Pace; da Corvara, sul Gruppo Sella, la Ferrata al Piz de Lech e quella del Vallon; verso il Passo Gardena la Ferrata al Gran Cir e, verso il Passo della Furcia, la nuova Ferrata al Piz de Peres.

Galleria
Dati tecnici
  • DifficoltàModeratamente Difficile
  • RegioneTrentino-Alto Adige
  • GruppoSasso della Croce
  • Avvicinamento2:00 h
  • Ferrata0:45 h
  • Itinerario (a/r)7:30 h
  • Dislivello ferrata75 m
  • Dislivello itinerario979 m
  • Quota max3026 m
  • Lunghezza16,1 Km
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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