Ferrata della Pace (Croda del Vallon Bianco e Furcia Rossa)

Ferrata della Pace (Croda del Vallon Bianco e Furcia Rossa)
Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
Ferrata della Pace (Croda del Vallon Bianco e Furcia Rossa)
Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

La Ferrata della Pace è una via di media difficoltà inserita in un lungo e impegnativo itinerario di grande valore storico e paesaggistico nel gruppo di Fanes. Combina la salita attrezzata alla Croda del Vallon Bianco e la Ferrata alla Furcia Rossa; con avvicinamento e rientro molto lunghi (circa 20 km), va pianificata con giudizio ed è riservata a escursionisti allenati ed esperti di alta montagna.

Avvicinamento

Partenza dalla Capanna Alpina (1725 m), raggiungibile dal Rifugio Stella Alpina presso il Passo di Valparola (Val Badia: da San Cassiano/Armentarola o dal Passo Falzarego). Punto di partenza su Google Maps. Si scende brevemente sul sentiero 11; al bivio col CAI 20 (a destra per il Rifugio Scotoni) si tiene la sinistra e si sale ripidi al Col de Locia (2070 m, 45'). Sul sentiero 11, in falso piano nell'ampia vallata e su alcuni ponti, si raggiunge la Forcella Ju d'Ega (2158 m, 1h 30'); si continua a scendere nella valle fino al bivio in vista di Malga Fanes Grande, dove si prende a destra il sentiero 17 (2107 m). Si sale verso il crinale tra la Croda del Vallon Bianco e la Furcia Rossa: ignorata una prima deviazione a destra (rientro), a un secondo bivio (2250 m) si prosegue dritto a mezzacosta sul sentiero VB fino a una targa a 2400 m (3h dal parcheggio), dove a destra inizia la Ferrata alla Furcia Rossa e a zigzag sale il sentiero al Vallon Bianco. Si percorrono entrambi gli itinerari attrezzati, noti insieme come Ferrata della Pace.

Il percorso

Croda del Vallon Bianco. Si sale per l'itinerario attrezzato, molto esposto ma largo, su un ampio sentiero di origine militare a mezzacosta che alterna cenge a canalini; dopo circa 30' (esposti ma non difficili) si passa presso un muretto a secco da cui una traccia porta in 15-20' al Bivacco Baccon-Barborka (4 posti). Proseguendo si incontrano passerelle in legno, un solido ponte sospeso e altre passerelle; risaliti alcuni tornanti e ultime cenge si raggiungono il libro delle firme e la croce sull'ampio pianoro sommitale (2684 m, circa 4h totali). Per la Furcia Rossa si rientra al bivio a 2400 m (45' dalla vetta): qui conviene valutare energie e tempo per concludere l'intero giro (circa 10h).

Furcia Rossa. Dal bivio si seguono a sinistra le indicazioni lungo una cengia detritica sotto le pareti nerastre, a tratti sotto un tetto roccioso; prima dell'attacco si scende un camino con una fune e cinque scalette (due verticali, due appoggiate, un'ultima verticale) fino a un terrazzino, da cui un ripido sentiero porta alla forcella tra Furcia Rossa II e III. Inizia il tratto in salita: roccette in diagonale a destra, un tratto di sentiero non protetto, ancora roccette, una cengia attrezzata e una serie di scalette metalliche intervallate da rampe. Si raggiunge il passaggio chiave: una parete verticale con staffe metalliche, non difficile tecnicamente ma molto esposta e faticosa nei primi metri leggermente strapiombanti. Usciti dalla parete si risale, sul lato destro, un camino che porta in cresta e alla scarna croce della Furcia Rossa III, accanto a una panchina ricavata dalle ruote di un cannone (2791 m, 1h dal bivio, 5h 45' totali). Si prosegue verso sud scendendo, sul versante ovest, due scale appoggiate, un tratto di sentiero e altre due scalette più verticali ed esposte; dopo una cengia e ulteriori scale si scende la costa della Furcia Rossa con un'ultima fune verticale. Persi circa 200 m, si risale a mezzacosta fino al Bivacco della Pace (2760 m), sotto il Monte Castello, dove la via termina (1h 15' dalla vetta della Furcia Rossa III, 7h totali).

Carattere e difficoltà

Tecnicamente di media difficoltà, ma estremamente lungo e poco battuto, in ambiente stupendo con viste su Fanes, Tofane e Dolomiti di Badia. Da affrontare allenati e con margine di tempo.

Itinerario molto impegnativo per sviluppo e isolamento: indispensabile tempo stabile, perché i bivacchi sono distanti tra loro e il maltempo qui può creare seri problemi. Da valutare il pernottamento in bivacco o rifugio.
Storia

La via attraversa quello che fu il fronte della Grande Guerra. Il bivacco lungo il percorso è dedicato al capitano Barborka, che guidava i Kaiserjäger austriaci in questa zona: dopo scontri cruenti, nel luglio 1916 le truppe italiane ebbero la meglio e vollero rendere omaggio al valoroso ufficiale nemico.

Discesa

Dal Monte Castello si scende per la vallata del Vallon Bianco, versante ovest, sul sentiero 17 in costante discesa fino al bivio dell'andata e quindi a Malga Gran Fanes (2102 m, 1h 15' dal Monte Castello). Da qui si percorre a ritroso l'avvicinamento: Forcella Ju d'Ega, vallone del Gran Pian e Col de Locia, fino alla Capanna Alpina (10h totali).

Da abbinare

Itinerario ideale da spezzare in due giorni con pernottamento in bivacco. Nel Parco di Fanes si abbina alle ferrate al Sasso delle Nove e al Sasso delle Dieci e al Sentiero Dolomieu; verso la Val Travenanzes alla Ferrata Lipella e alla Ferrata Brigata Alpina al Col dei Bos.

Galleria
Dati tecnici
  • DifficoltàModeratamente Difficile
  • RegioneTrentino-Alto Adige
  • GruppoFanes
  • Avvicinamento3:00 h
  • Ferrata4:00 h
  • Itinerario (a/r)10:00 h
  • Dislivello ferrata300 m
  • Dislivello itinerario1100 m
  • Quota max2781 m
  • Lunghezza20,2 Km
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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