Ferrata Ricci al Corno Grande Orientale

La Ferrata Ricci porta al Corno Orientale del Corno Grande, sul Gran Sasso: una vetta solo 9 metri più bassa del Corno Occidentale ma forse la più suggestiva, affacciata sull'imponente Paretona est che precipita per quasi 1500 metri sulla valle. Via di media difficoltà in ambiente d'alta montagna severo.
Punto di partenza consigliato è Prati di Tivo (TE), raggiungibile dall'A24 (uscita San Gabriele - Colledara) seguendo per la SS del Gran Sasso e poi per Prati di Tivo (punto di partenza su Google Maps). In estate è comoda l'ovovia che porta in località Madonnina; in sua assenza si può proseguire circa 4 km verso il rifugio Cima Alta, dove ci sono parcheggi, e salire a piedi alla Madonnina. Dalla Madonnina si prende il sentiero 103 verso la cresta est del Corno Piccolo; a un bivio presso alcuni terrapieni si tiene la sinistra per il Rifugio Franchetti, salendo (tratti attrezzati dove esposto) per circa un'ora fino al rifugio, dopo un esposto vallone. Dal rifugio una chiara traccia scende a sinistra nel vallone delle Cornacchie fino all'attacco della Ferrata Ricci, su pendio detritico (1h 15' dall'ovovia).
Si attacca su una placca diagonale non difficile fino a una forcella dove il cavo termina momentaneamente; si devia a sinistra lungo una breve cengia e un tratto detritico dove riprendono le attrezzature. Si risale una parete inclinata, faticosa ma non difficile, che porta al tratto più suggestivo: un esposto balcone sulla Paretona est del Gran Sasso, 1300 metri di parete di rara imponenza. Si costeggia questo orlo fino a riattaccare la salita lungo un esposto spigolo di circa 30 metri (passaggio chiave), molto aereo ma con buoni appigli che favoriscono l'arrampicata; pochi metri sopra il cavo termina sull'anticima nord (2700 m, 1h 15' dall'attacco). Si prosegue su pareti esposte ma mai difficili fino a incrociare la via normale al Corno Orientale, si attraversa un'esposta forcella e si risalgono alcune roccette di I grado fino in vetta al Corno Orientale (30' dal termine della ferrata, 1h 45' dall'attacco, 3h dall'ovovia).
Via Moderatamente Difficile, con un esposto spigolo come passaggio chiave; le difficoltà tecniche restano contenute, ma l'ambiente è d'alta montagna e impegnativo.
Itinerario d'alta quota per la piena estate (quota massima 2903 m). Cartografia: carta del Gran Sasso d'Italia.
Due opzioni: ripercorrere a ritroso l'intero itinerario inclusa la Ferrata Ricci (più sicuro), oppure scendere per la via normale, più breve ma tecnicamente più complessa. Per la via normale, dalla vetta si torna al bivio con la ferrata e si seguono i segnavia tondi biancorossi: prima roccette di I grado, poi un esposto e insidioso camino con passaggi di II grado in disarrampicata; quindi un facile sentiero porta alla parte terminale del Ghiacciaio del Calderone, al bivio per il Corno Occidentale e alla Sella dei Due Corni, da cui si scende al Rifugio Franchetti (1h 15' dal termine della ferrata, 4h 15' totali) e poi all'ovovia (5h 30' totali).
La Ricci si concatena facilmente con le vicine Ferrata Danesi e Ferrata Ventricini al Corno Piccolo (anello lungo, consigliato il pernottamento al Franchetti); dalla Sella dei Due Corni si raggiungono la Ferrata Brizio e il Bivacco Bafile con l'omonima ferrata. Sul versante sud il Sentiero del Centenario e la Ferrata Famigliari; a nord la Ferrata Bertona.
- DifficoltàModeratamente Difficile
- RegioneAbruzzo
- GruppoGran Sasso
- Avvicinamento1:15 h
- Ferrata1:45 h
- Itinerario (a/r)5:30 h
- Dislivello ferrata470 m
- Dislivello itinerario900 m
- Quota max2903
- Lunghezza8,4 Km























