Ferrata dei Ginepri (ex Brizio) al Corno Grande

Ferrata dei Ginepri (ex Brizio) al Corno Grande
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Ferrata dei Ginepri (ex Brizio) al Corno Grande

La Ferrata dei Ginepri (ex Ferrata Brizio) collega i versanti nord e sud del Corno Grande del Gran Sasso (provincia de L'Aquila, Abruzzo), evitando la salita per la via normale o la direttissima. È un itinerario di media difficoltà che si svolge a mezzacosta, con alcuni tratti decisamente esposti e una caratteristica successione di scale metalliche: tecnicamente non difficile, ma in ambiente d'alta quota e di grande respiro.

⚠ Stato da verificare prima di partire. Dopo il rinnovo delle attrezzature nel 2018, una slavina invernale ha danneggiato una delle scale e, secondo la relazione, la via non risulta ufficialmente aperta/collaudata, pur essendo l'attrezzatura in buono stato e la scala non gravemente danneggiata. Essendo la via prevalentemente esposta a nord, a inizio stagione è frequente trovare un nevaio nel canalone (circa al 30% del percorso): può essere ghiacciato e rendere necessari ramponi e, in certe condizioni, corda. Valutare condizioni e agibilità aggiornate prima di intraprendere l'itinerario.
Avvicinamento

Il punto di partenza è Campo Imperatore. Da Roma o Teramo: A24 fino al casello di Assergi, poi SS 17bis per Fonte Cerreto e quindi fino al parcheggio di Campo Imperatore; in alternativa si può lasciare l'auto a Fonte Cerreto e salire in circa 7 minuti con la funivia (verificare sempre orari e giornate di apertura per non perdere l'ultima corsa). Da Pescara: A25 fino a Popoli, poi SS 17 verso L'Aquila e Assergi (apri il punto di partenza su Google Maps). Da Campo Imperatore si raggiunge la Sella di Monte Aquila (2423 m) per il turistico sentiero 101, ignorando le deviazioni a sinistra per il Rifugio Duca degli Abruzzi. Alla sella si tiene il sentiero 103 a sinistra, verso nord in direzione della Sella del Breccecaio, ignorando il 104 che a destra porta alla Sella del Corno Grande. A un bivio successivo si prosegue dritti (a sinistra si va al Rifugio Garibaldi) e, sempre sul 103 che taglia le pareti meridionali del Corno Grande, si raggiunge la Sella del Brecciaio (2506 m, circa 1 ora e 15 minuti da Campo Imperatore), dove si attacca la ferrata.

Il percorso

La via ha uno sviluppo particolare: nella prima parte si perde quota fino a un punto a valle, per poi risalire sul versante nord del Corno Grande. Si segue il sentiero fino al cavo metallico, che corre sulla sinistra e scende in diagonale su una rampa inclinata e poi su un colatoio ricco di appoggi. Si scende a una stretta cengia, si aggira uno spigolo e, lungo una cengia diagonale, si raggiunge la prima scaletta metallica; scesa questa, un'ampia cengia conduce a una seconda scala più lunga, da scendere in forte esposizione; dopo un breve tratto di collegamento a sinistra si scende un'altra scala. Le scale non hanno difficoltà tecniche ma sono esposte e adrenaliniche. Al termine si incontra generalmente il nevaio: lo si può attraversare, oppure risalire il tratto tra nevaio e roccia con un paio di passi di arrampicata libera, oppure scendere su sfasciumi e attraversarlo a valle risalendo sul versante opposto; la scelta dipende dalle condizioni. Il nevaio segna la fine della discesa e l'inizio della risalita: si sale in divertente arrampicata uno spigolo ben appigliato, si prosegue su una cengia e un breve tratto in discesa, quindi in diagonale si risale la parete fino a un traverso in salita e agli ultimi tratti, fino al termine delle attrezzature (1 ora e 15 minuti dalla Sella del Brecciaio).

Carattere e difficoltà

Classificata Moderatamente Difficile (MD): difficoltà tecniche contenute (2/5), ma complessità ambientale, esposizione e impegno fisico attorno al 3/5, complici la quota, la lunghezza dell'itinerario e i tratti esposti sulle scale. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco; a inizio stagione anche ramponi (ed eventualmente corda) per il nevaio.

Periodo e sicurezza

Da preferire l'estate e l'inizio autunno, quando il nevaio è ridotto o assente; verificare comunque le condizioni aggiornate vista la situazione di agibilità non ufficiale. La via è particolarmente utile per concatenamenti e per i rientri lunghi dai due Corni. Un cenno di storia: la ferrata fu costruita negli anni '50 per facilitare l'accesso al Corno Piccolo dal versante aquilano ed era intitolata all'alpinista Guido Brizio; nel 2023 il CAI di Teramo ha deciso di rinominarla Ferrata dei Ginepri.

Discesa

Tralasciando il ritorno a ritroso sulla ferrata, il rientro più breve prosegue in salita verso la Sella dei Due Corni (2547 m); da qui si tiene la destra seguendo i bolli biancorossi in salita ripida, con un paio di passaggi di arrampicata libera (I grado), fino al Passo del Cannone (2679 m), molto panoramico. Si prosegue a destra sulla traccia 103 in direzione sud-ovest per una decina di minuti fino alle indicazioni (segnavia 154) della Via Normale per la vetta del Corno Grande (2912 m, salita facoltativa, circa 1 ora andata e ritorno, non conteggiata nei tempi). Ignorando la Via Normale si resta sul 103 in discesa; a un nuovo bivio si ignora il 154A (Cresta Ovest) e si scende fino alla Sella del Brecciaio (circa 2 ore e 30 minuti dal termine della ferrata). A ritroso per il sentiero di avvicinamento si rientra a Campo Imperatore (40 minuti, circa 5 ore e 30 minuti complessivi), eventualmente con sosta al Rifugio Duca degli Abruzzi o al Garibaldi.

Da abbinare

L'itinerario si abbina spesso ad altre vie dei due Corni per collegare i versanti del Corno Grande. Verso il Corno Piccolo: il Sentiero Attrezzato Ventricini e la Ferrata Danesi. Sul Corno Grande la Ferrata Ricci e la Ferrata al Bivacco Bafile. Sul versante aquilano il lungo Sentiero del Centenario (con la Ferrata Famigliari) e, a nord, la Ferrata Bertona.

Galleria
Dati tecnici
  • Avvicinamento1:15 h
  • Durata ferrata1:15 h
  • Itinerario totale5:30 h
  • Dislivello ferrata80 m
  • Dislivello itinerario779 m
  • Altitudine massima2912 m
  • Lunghezza13 Km
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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