Ferrata del Camino / del Ghiacciaio al Sasso Nero

Ferrata del Camino / del Ghiacciaio al Sasso Nero
Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
Ferrata del Camino / del Ghiacciaio al Sasso Nero
Moderatamente Difficile● Da verificareCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

La salita al Rifugio Vittorio Veneto, sotto il Sasso Nero (Schwarzenstein, 2.922 m) in Valle Aurina, avviene per una di due ferrate: la Ferrata del Camino, esposta, oppure la Ferrata del Ghiacciaio. È un itinerario lungo, d'alta montagna, con un ambiente austero nella seconda parte: richiede ottima preparazione e grande attenzione alle condizioni.

⚠ AVVISO IMPORTANTE — La Ferrata del Camino risulta inagibile dal 2019 a causa di una scarica di sassi che ha danneggiato irreparabilmente una scala; il camino è sotto costante minaccia di caduta sassi. Fino a riapertura è obbligatorio salire per la Ferrata del Ghiacciaio. Il ghiacciaio Rotbachkees si sta ritirando lasciando crepacci: sono necessari ramponi e attrezzatura da ghiacciaio. Verificare sempre le condizioni aggiornate contattando il Rifugio Vittorio Veneto prima di partire.
Avvicinamento

Punto di partenza il Rifugio Stallila (1.472 m) a San Giovanni in Val Aurina (Bolzano): si lascia la Val Pusteria a Brunico, si raggiunge San Giovanni e, oltrepassato il paese, si segue a sinistra l'indicazione per gli alberghi tra cui Stallila, salendo alcuni tornanti fino al parcheggio (punto di partenza su Google Maps). Da Stallila si prosegue a nord su carrareccia, poi su sentiero più ripido fino allo Schollberg Alm (1.740 m) e al Daimer Alm (1.862 m, 1h), punti di ristoro estivi. Da qui l'ambiente diventa d'alta montagna: una lunga serie di tornanti tra sassi e mughi conduce verso il Sasso Nero. Si ignorano i bivi per il Sasso della Croce, il sentiero Stabeler (24A) e la via normale per il Grosse Tor, restando sul sentiero 23 su fondo morenico, fino al bivio (3h dalla partenza) dove si separano la Ferrata del Camino (a destra) e la Ferrata del Ghiacciaio (a sinistra). Entrambe portano al Rifugio Vittorio Veneto.

Il percorso

Ferrata del Ghiacciaio (via attualmente percorribile): dal bivio si tiene la traccia a sinistra aggirando un laghetto glaciale e si sale verso il ghiacciaio, cercando le esili tracce al suo centro; in assenza di segnaletica adeguata bisogna individuare il rifugio a nord-est, operazione problematica con nebbia o nuvole basse. Raggiunte le prime corde metalliche (30' dal bivio), i tratti attrezzati aiutano a salire in diagonale a sinistra una placca inclinata e levigata dal ghiacciaio; il cavo piega poi a destra su una liscia rampa con alcune staffe per i piedi, dove la fune risulta molto lasca. Si percorre un traverso, una cengia inclinata non attrezzata e una scaletta, oltre la quale un salto più verticale e una rampa inclinata; il tratto finale piega a destra e supera un balzo con tre staffe metalliche (fine ferrata, 20' dall'attacco). Seguendo segni bianco-rossi su una lunga pietraia si raggiunge prima l'innesto con la Ferrata del Camino, poi il Rifugio Vittorio Veneto (2.922 m, circa 5h 30' totali). Ferrata del Camino (quando agibile): due brevi scalette portano al passaggio caratteristico, un lungo diedro attrezzato con due scale per circa 80 metri; una variante in traverso, più in alto, evita le scale colpite dalle scariche di sassi. Seguono brevi scalette e un tratto verticale fino a un terrazzino, poi un lungo traverso a sinistra dove terminano le attrezzature (30' dall'attacco); per pietraia si raggiunge il rifugio. La salita al Sasso Nero dal rifugio (2h, su cresta e ghiacciaio) richiede esperienza alpinistica e non è descritta qui.

Carattere e difficoltà

Le due ferrate, entrambe brevi, non presentano difficoltà tecniche di rilievo: l'impegno sta nell'itinerario lungo, nell'elevato dislivello (circa 1.919 m) e nell'ambiente d'alta quota. Difficoltà complessiva del tratto attrezzato: Moderatamente Difficile.

Sulla Ferrata del Ghiacciaio le attrezzature in alcuni tratti non sono ottimali e la roccia, erosa dal ghiaccio, è liscia; il cavo è spesso lasco. Sulla Ferrata del Camino (quando aperta) prestare massima attenzione alla caduta di materiale detritico.
Periodo e sicurezza

Escursione d'alta montagna che richiede ottima preparazione fisica e attrezzatura da ghiacciaio (ramponi). Da affrontare solo con meteo stabile e buona visibilità. Nel 2019 è stato inaugurato il nuovo Rifugio Vittorio Veneto, dalla sagoma moderna.

Discesa

Il rientro avviene a ritroso per il sentiero di avvicinamento che scende in Valle Aurina, scegliendo la via attrezzata in funzione dell'agibilità (Ferrata del Ghiacciaio allo stato attuale): circa 3h 30' dal rifugio, 8h totali.

Da abbinare

Scendendo verso sud si incontrano le difficili Ferrata Pursteinwand e Ferrata Hans Kammerlander; in Val Badia la Ferrata al Sass Rigais e l'Alta Via Günther Messner; verso Sesto la Ferrata di Valdaora e la Ferrata Costoni di Croda Rossa.

Galleria
Dati tecnici
  • DifficoltàModeratamente Difficile
  • RegioneTrentino-Alto Adige
  • GruppoAlpi Aurine
  • Avvicinamento3:00 h
  • Ferrata1:00 h
  • Itinerario (a/r)8:00 h
  • Dislivello ferrata222 m
  • Dislivello itinerario1919 m
  • Quota max2922 m
  • Lunghezza20 Km
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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