Ferrata Tridentina al Pisciadù

Ferrata Tridentina al Pisciadù
Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
Ferrata Tridentina al Pisciadù

La Ferrata Tridentina al Pisciadù è una delle vie attrezzate più amate delle Dolomiti: sale il versante nord del Gruppo Sella, in provincia di Bolzano, e conduce alla Cima Pisciadù con difficoltà tecniche contenute ma un dislivello tutt'altro che banale. L'avvicinamento brevissimo, il celebre ponte sospeso sulla Torre Exner e il finale al Rifugio Cavazza ne fanno un itinerario classico, percorribile da chi ha già una minima esperienza di ferrate ed è in buona forma fisica.

Avvicinamento

Il punto di partenza si trova lungo la strada che dal Passo Gardena scende verso Colfosco, sul versante della Val Badia: in corrispondenza del sesto tornante, sulla destra, un ampio parcheggio presso una cava segna l'inizio dell'itinerario (apri il punto di partenza su Google Maps). Dal parcheggio si guardano a sud le pareti del Gruppo Sella; si ignorano i segnavia 650 che collegano il Passo Gardena con Colfosco e si seguono le indicazioni che, verso sinistra in direzione est, portano su un sentiero in falsopiano fino alle prime attrezzature metalliche, raggiunte in circa 15 minuti.

Il percorso

La prima sezione attrezzata apre con un traverso ben appigliato verso sinistra, seguito da una serie di staffe che fanno guadagnare una parete appoggiata. Si prosegue ancora a sinistra lungo un traverso esposto ma solido, quindi si affrontano alcuni metri di parete verticale e un diedro umido attrezzato in alto con staffe metalliche. All'uscita si incrocia il sentiero che scende a mezzacosta dal Passo Gardena, utile come via di fuga in caso di maltempo. Da qui un sentiero in direzione est, con sali-scendi e un caratteristico passaggio in una fenditura, conduce alle attrezzature poste poco sopra la targa che segna l'attacco vero e proprio della Tridentina (2070 m, circa 40 minuti dal parcheggio).

Si sale ora in diagonale sotto un'imponente parete, sempre ben appigliata e mai troppo esposta. Dopo i primi infissi metallici la progressione si fa più verticale su roccia ben gradonata, con staffe e infissi dove la parete è più liscia. Una successione di belle pareti verticali porta progressivamente in quota fino ai passaggi che si avvicinano alla cascata del Rio Pisciadù; si aggira uno spigolo con un passaggio aereo, poi si percorrono roccette più comode e un traverso su pioli, esposto ma ben attrezzato, fino a una via di fuga. Chi prosegue affronta il tratto più impegnativo, quello che risale la Torre Exner: una parete verticale poco appigliata, una serie di staffe e un diedro appoggiato con il cavo a destra e le staffe a sinistra (arrampicabile cercando gli appigli, poco evidenti, sul lato destro). Si esce a destra con un facile traverso, si sale una scala metallica e, dopo aver aggirato uno spallone roccioso, si raggiunge l'iconico ponte sospeso tra la Torre Exner e l'ultimo tratto: stabile ma sospeso su un abisso di alcune centinaia di metri. Superata la passerella, un'ultima parete verticale immette sul sentiero che porta al Rifugio Cavazza al Pisciadù (2587 m), dove la ferrata termina dopo circa 3 ore complessive.

Carattere e difficoltà

Classificata Moderatamente Difficile (MD), la Tridentina deve la sua popolarità proprio alle difficoltà tecniche medio-basse unite a un avvicinamento corto. Sul piano della complessità pesano soprattutto l'impegno fisico e l'esposizione (entrambi 3/5), mentre la componente tecnica resta più contenuta (2/5). L'equipaggiamento da ferrata è obbligatorio: imbracatura, kit da via ferrata omologato e casco.

Difficoltà contenute e avvicinamento breve rendono la via molto frequentata: a luglio e agosto è concreto il rischio di code e ingorghi sui passaggi attrezzati. Conviene partire molto presto. Il dislivello (400 m di ferrata, 626 m complessivi) non va sottovalutato, così come la quota oltre i 2500 m. In caso di temporale in arrivo si può ripiegare sulle vie di fuga che intercettano il sentiero dal Passo Gardena.
Periodo e sicurezza

L'itinerario è estivo e va affrontato con meteo stabile, partendo nelle prime ore del mattino per evitare i temporali pomeridiani e l'affollamento. Verificare sempre il bollettino e le condizioni del sentiero, in particolare nei tratti di discesa che possono risentire di frane o residui di neve a inizio stagione. Un piccolo cenno di storia: la Ferrata Tridentina nacque il 10 luglio 1960 su intuizione della guida alpina Germano Kostner che, con l'aiuto degli Alpini della Tridentina (a cui è dedicata), attrezzò la Torre Exner per dare accesso diretto al Rifugio Pisciadù; il secondo tratto, con l'ardito ponte sospeso, fu aggiunto sette anni più tardi. Ogni 31 luglio le Guide Alpine della Val Badia illuminano di sera il tracciato, visibile dal centro di Corvara.

Discesa

Dopo una sosta al Lago Pisciadù, il rientro segue l'Alta Via 2 lungo il sentiero CAI 66 in Val de Setus. La discesa è ripida e si svolge in un vallone detritico con alcuni tratti attrezzati, dove serve attenzione. Si scende fino a un bivio (a sinistra si risalirebbe al Passo Gardena) e si prosegue verso il basso seguendo il sentiero fino al parcheggio di partenza, in circa 1 ora e 15 minuti dal termine della ferrata (4 ore e 30 minuti complessivi).

Da abbinare

Il Gruppo Sella offre molte altre vie attrezzate nei dintorni. Scendendo verso la Val Badia si possono percorrere la Ferrata del Vallon e la Ferrata Piz da Lech; verso la Val di Fassa, al Passo Sella, la Ferrata delle Mesules e, al Passo Pordoi, la Ferrata Piazzetta. Restando al Passo Gardena si trovano le due ferrate del Gruppo Cir, la Ferrata al Piccolo Cir e la Ferrata Gran Cir, entrambe medio-facili.

Galleria
Dati tecnici
  • Avvicinamento0:30 h
  • Durata ferrata2:45 h
  • Itinerario totale4:30 h
  • Dislivello ferrata400 m
  • Dislivello itinerario626 m
  • Altitudine massima2586 m
  • Lunghezza7,5 Km
  • Anno apertura1960
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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