Ferrata Sartor al Monte Peralba

La Ferrata Sartor sale il versante sud del Monte Peralba (2694 m), la cima più alta della zona di Sappada. È una via di media difficoltà e piuttosto breve, inserita in una bella escursione; merita attenzione il rientro, che avviene per l'impegnativa via normale sul versante nord.
Base il Rifugio Calvi, tra il Chiadenis e il Peralba. Si parte lungo la SP 22 che collega Cima Sappada con le Sorgenti del Piave: dal centro di Cima Sappada una strada a sinistra (indicazioni Sorgenti del Piave) sale per 8 km; poco prima del Rifugio Sorgenti del Piave si lascia l'auto in un ampio parcheggio a bordo strada (circa 1800 m). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si sale verso il Rifugio Calvi (2167 m) per la sterrata o per il «Sentiero delle Marmotte» (entrambi ~45'); dal rifugio si va verso il Peralba e il Passo Sesis e dopo ~15', a un bivio (2272 m), si tiene la sinistra verso la bastionata, fino alla targa e all'inizio delle attrezzature (2360 m, 1h 30' dal parcheggio).
A destra della targa in marmo bianco sale una lunga serie di cambre su placca liscia: si guadagna rapidamente quota ed esposizione superando un paio di punti leggermente strapiombanti. Dopo uno stretto balconcino la placca diventa più appoggiata, con cambre orizzontali, pioli e maniglie, su buona roccia dove alcune scanalature aiutano la progressione; il tracciato è quasi rettilineo. Dopo una settantina di metri il cavo piega a sinistra: una decina di metri su stretta cengia portano sotto un colatoio da risalire (attenzione alla possibile caduta di sassi), poi il cavo sale in diagonale a destra su parete ben appigliata fino al termine delle attrezzature (40' dall'attacco). Per la vetta si segue una modesta traccia con sbiaditi segni rossi fino al crinale: a destra si sale in cima, a sinistra scende la via Ovest (alternativa di discesa più lunga). Si raggiunge la vetta del Peralba (2694 m), con croce, campana e madonnina e vista magnifica (1h 15' dall'attacco / 2h 45' dal parcheggio).
Ferrata breve, priva di difficoltà tecniche di rilievo: prima sezione verticale ma molto staffata, seconda più appoggiata e arrampicabile, ultimo tratto su sentiero in quota. Escursione molto bella dal punto di vista paesaggistico.
Itinerario d'alta quota (2694 m): piena estate, a roccia asciutta e senza nevai sul versante nord.
Si scende per il ripido sentiero del versante nord: già dai primi metri forte esposizione, fino a una forcella con due targhe metalliche (visita del papa e caduti della Grande Guerra). A un bivio (resti di guerra) si tiene la destra seguendo un bollo rosso e si scende il ripido canalino attrezzato su fondo friabile; per sentiero e tracce labili si segue la linea di discesa logica, si supera un canalone e si scende al margine di un ghiaione. A una palina si tiene la destra e si sale al Passo Sesis, da cui si scende al Rifugio Calvi (1h 15' dalla vetta) e infine al parcheggio per il sentiero dell'andata (30' dal rifugio / 4h 30' totali).
Dal Passo Sesis si raggiunge l'attacco (30') della Ferrata del Chiadenis, ottima per abbinare due itinerari in giornata. Verso le Dolomiti di Sesto la Ferrata Roghel e la Ferrata alla Croda Rossa di Sesto; verso il Friuli la Ferrata del Coglians e la Ferrata dei Cinquanta.
- DifficoltàModeratamente Difficile
- RegioneFriuli-Venezia Giulia
- GruppoAlpi Carniche
- Avvicinamento1:30 h
- Ferrata1:15 h
- Itinerario (a/r)5:30 h
- Dislivello ferrata334 m
- Dislivello itinerario894 m
- Quota max2694 m
- Lunghezza8,9 Km
























