Ferrata Romana Nesi al Pratomagno

La Ferrata Romana Nesi è una via breve e atletica lungo la Panoramica del Pratomagno. Non spicca per l'ambiente né per l'arrampicabilità, ma per l'atleticità di alcuni passaggi e per la possibilità di percorrerla in ogni stagione; con avvicinamento e rientro l'intera escursione si chiude in poco più di due ore.
Si arriva lungo la Strada Panoramica del Pratomagno: usciti a Valdarno si raggiunge Terranuova Bracciolini (SP 11), poi Loro Ciuffenna (SP 5) e la frazione di Anciolina. Attraversato il paese si sale per un paio di minuti fino a un bivio: a sinistra il Pratomagno, si tiene la destra in discesa; dopo circa 400 m uno spiazzo (spesso con legna accatastata) consente di parcheggiare, e poco oltre, sulla sinistra, un secondo spiazzo sopra il ciglio strada. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. A piedi si risale la strada per circa 200 m fino a un largo e ripido sentiero segnalato da un cartello del CAI di Arezzo; dopo qualche centinaio di metri si seguono due segnavia (freccia rossa su un sasso e su un albero) che salgono a destra, si supera il greto di un torrente di solito asciutto e, per facili roccette seguendo i segni bianco-rossi, si arriva all'attacco (25' dal parcheggio).
La via è breve e risale una serie di balzi rocciosi con un tracciato non sempre logico, che rende atletici alcuni tratti. Il primo tratto sale una parete di una decina di metri dove, per mancanza di appigli, è difficile non trazionare sul cavo, poi una parete apparentemente liscia in cui si trovano alcune rientranze; si stacca e per sentiero si raggiunge il secondo tratto, con una cengia protetta e una parete leggermente strapiombante dove sfruttare infissi ed esili appigli (cambio moschettone rapido per non sforzare le braccia). La terza sezione, la più difficile, è una parete verticale priva di appigli da superare in aderenza e trazione, con uno spigolo esposto e un diedro finale ancora in aderenza. Il quarto tratto è un diedro che, dopo un balzo iniziale per staccarsi da terra, diventa arrampicabile e piacevole; si raggiunge un masso attrezzato (aggirabile) e l'ultima parte, con un diedro e uno spigolo affilato ma ben appigliato, fino all'ultimo salto che conclude la via (1h dall'attacco / 1h 30' dal parcheggio). Ogni sezione è aggirabile per sentiero, così da poter evitare le parti non desiderate.
Ambiente senza particolari difficoltà; le difficoltà sono «cercate» nei vari balzi, a scapito dell'arrampicata. Realizzata dal CAI di Arezzo nel 1992, è utile come banco di prova e come allenamento invernale in vista di escursioni estive più impegnative.
Bassa quota, in teoria percorribile tutto l'anno; al momento, tuttavia, la via risulta chiusa (vedi avviso in testa). Sentieri di avvicinamento e rientro ottimamente segnati.
Dal termine si seguono pochi metri di traccia fino alla targhetta della ferrata; il rientro più rapido è per la traccia di sinistra, che scende alternando bosco e tratti scoperti fino alla strada asfaltata. La si percorre in discesa verso sinistra fino al bivio raggiunto in auto; ignorata la deviazione a destra, si prosegue dritti in discesa fino all'auto (30' dal termine / 2h dall'inizio).
In Toscana, verso Pisa, la Ferrata Sant'Antone sul Monte Serra; nell'Appennino, la Ferrata Salvatori alla Pania Forata. Per chi sale dall'A1, in Emilia, la Ferrata di Rocca di Badolo.
- DifficoltàModeratamente Difficile
- RegioneToscana
- GruppoPratomagno
- Avvicinamento0:25 h
- Ferrata1:00 h
- Itinerario (a/r)1:50 h
- Dislivello ferrata180 m
- Dislivello itinerario300 m
- Quota max1280 m
- Lunghezza4,5 Km































