Ferrata Mazzetta alla Croda di Tacco

La breve Ferrata Mazzetta collega il Bivacco Gera con il versante della Val Padola, nelle Dolomiti di Sesto. I tratti attrezzati sono di modesta difficoltà, ma l'itinerario di cui fanno parte è solitario e impegnativo: sale a Forcella de Ambata e ne discende per un vallone detritico con passaggi di arrampicata non attrezzati. Rispetto a molte vie delle Dolomiti di Sesto resta poco battuto anche in stagione inoltrata.
Si parte da Padola, presso Comelico (Belluno): se aperti, si usano gli impianti che salgono al Col d'la Tenda, parcheggiando a bordo strada. Punto di partenza su Google Maps. Con impianti chiusi si sale lungo Via delle Acque Rosse (sterrata dissestata, sentiero 152).
Dal Rifugio Col d'la Tenda (1950 m) si va a est fino al sentiero 152, dove si decide l'itinerario. Per l'anello via Forcella de Ambata (2213 m) si tiene la destra verso Rocca di Campo, si scavalca la Forcella del Campo e, a un bivio, si sale a sinistra un ripido ghiaione con passaggi esposti in libera (I+) fino alla forcella (1h 30' dagli impianti); si scende quindi un canalone detritico fino al Bivacco Carlo Gera (2240 m, 2h 30' totali), da cui si percorre la ferrata in salita chiudendo l'anello. Per la sola ferrata (andata e ritorno) si tiene invece la sinistra sotto la Croda di Tacco fino alle prime attrezzature.
Descriviamo la via nel verso Bivacco Gera → Col d'la Tenda. Dal bivacco si va a sud lungo il vallone e, dopo circa 10', a un bivio si tiene la sinistra a mezzacosta verso la parete sud della Croda di Tacco, fino alla targhetta d'attacco. I primi tratti assicurano una cengia verso destra, poi il cavo sale verticale su una parete ben appigliata; segue una salita su prati (attenzione se umidi) e un tratto insidioso di discesa su ghiaie, da fare sulla sinistra attrezzata con il cavo a corrimano.
Si aggira uno spigolo e si sale a est un salto verticale ben appigliato, in gran parte arrampicabile; si passa fra parete e pinnacolo e, fra roccette attrezzate, una rampa diagonale e un paio di cenge, si raggiunge l'intaglio di Forcella di Tacco (2347 m, 1h dall'attacco), spartiacque fra Valle Ambata e Val Padola. Il cartello bianco può ingannare: le attrezzature proseguono ancora per una discesa di circa 20 m su roccette ben appigliate fino al termine (15' dalla forcella, 1h 15' dall'attacco, 3h 45' totali).
Via anomala per le Dolomiti di Sesto: non sale a una vetta ma aiuta a scavallare una forcella, perciò meno spettacolare ma molto meno frequentata. Le attrezzature non presentano difficoltà tecniche di rilievo e servono soprattutto da sicurezza nei tratti esposti.
Alta quota (2347 m) in ambiente isolato e detritico, con neve che può complicare il percorso. Per la cartografia si consiglia la carta delle Dolomiti di Sesto.
Dal termine delle attrezzature si scende a sinistra su detrito e poi un ripido vallone reso instabile da frane e piogge, fino al bivio fra il sentiero 152 (dalla ferrata) e il 153 a mezzacosta; si tiene la sinistra verso gli impianti (1h 30' dal termine, 5h 15' totali).
È la ferrata più orientale delle Dolomiti di Sesto; verso ovest la Ferrata Roghel, la Ferrata Capitano Bilgeri e la Cengia Gabriella, tutte in itinerari lunghi; dal Rifugio Lunelli la Ferrata Bepi Martini.
- DifficoltàModeratamente Difficile
- RegioneVeneto
- GruppoDolomiti di Sesto
- Avvicinamento2:30 h
- Ferrata1:15 h
- Itinerario (a/r)5:15 h
- Dislivello ferrata107 m
- Dislivello itinerario347 m
- Quota max2347 m
- Lunghezza7 Km



















