Ferrata Hoachwool

Ferrata Hoachwool
Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
Ferrata Hoachwool

L'impegnativa Ferrata Hoachwool risale una ripida parete sopra Naturno. È una via molto atletica e varia, che alterna placche, traversi, diedri e balzi per dare ritmo a una salita intensa; la roccia, compatta e levigata, rende lo sforzo elevato. La bassa quota e l'esposizione a ovest la rendono molto calda nelle ore centrali d'estate.

Avvicinamento

Il punto di partenza è la stazione a valle della funivia Unterstell a Naturno (Bolzano). Da Bolzano si prende la superstrada per Merano, poi la statale dello Stelvio uscendo a Naturno e seguendo le indicazioni per il parcheggio della funivia (punto di partenza su Google Maps). Dal parcheggio i cartelli verso ovest conducono in 20 minuti al Mercato Contadino e quindi all'attacco della ferrata (20' dal parcheggio).

Il percorso

La via inizia con un breve traverso su un tronco e poi su roccia, lungo una cengia a bordo del torrente Senales fino a una palestra di roccia; si prosegue su sentiero nel bosco, privo di attrezzatura, fino a due ampi gradini metallici sotto una placca levigata da risalire senza poter arrampicare, dove una staffa metallica permette di uscire dal primo tratto impegnativo. Seguono un comodo sentiero attrezzato e alcuni facili traversi e brevi placche accanto al torrente, che fanno capire quanto la roccia sia liscia, fino a un lungo ponte tibetano a tre corde, piuttosto dondolante, che richiede piede sicuro e calma (30' dall'attacco). Aggiornamento 2021: a causa di una frana nel tratto precedente il lungo ponte, la via segue una deviazione — una catena vieta il passaggio e indica di scendere verso il torrente, attraversarlo su un nuovo ponte sospeso breve e stabile e risalire il versante opposto ricollegandosi al tracciato originario, con la frana ben visibile. Si percorre poi una breve cengia a destra fino a un balcone panoramico, quindi una parete verticale e liscia con pochi appigli che dopo i primi metri piega a sinistra; un terrazzino e una seconda parete più appoggiata portano a un tratto di sentiero nel bosco e su roccia in falsopiano con assicurazione a sinistra. Si supera un salto in leggero strapiombo che richiede agilità e forza, poi una placca inclinata da salire in aderenza con esposizione crescente — sulla destra un cartello chiede ironicamente lo stato di forma, pur in assenza di via di fuga. Dopo un breve diedro si affronta una scaletta di funi e traversine, poi una placca particolarmente levigata in diagonale dove una maniglia torna utile, fino a un traverso caratteristico in cui lunghi spuntoni metallici si alternano alle staffe per aggirare la parete esposta; il traverso prosegue su pensiline di legno del vecchio sistema d'irrigazione, che riducono nettamente la difficoltà di un tratto altrimenti strapiombante. Aggirato un albero, un breve traverso diventa una rampa inclinata panoramica (1h 30' dall'attacco). Si risale un difficile passaggio verticale e una serie di salti impegnativi con qualche buon appiglio, una breve cengia e poi un tratto molto impegnativo: una placca verticale e liscia, un esposto traverso a sinistra e una parete impegnativa, prima in diagonale poi verticale, con alcune buone staffe, fino a un balcone con panchina. Dopo un tratto di sentiero si affrontano salti verticali, traversi e roccette poco appigliate, talvolta con staffe, fino al libro firme — attenzione, manca ancora molto al termine. Una serie di placche con fessure richiede forza nelle braccia, poi un paio di balzi verticali portano a un terrazzo erboso; un tratto diagonale impegnativo e un ultimo tratto verticale attrezzato con staffe sboccano su facili roccette e un sentiero sommitale che chiude la via (3h 30' dall'attacco, circa 4h totali). Sono presenti due varianti: una "Estremamente Difficile" su placche e diedri lisci da affrontare in trazione sul cavo, e una lunga scala a pioli, tecnicamente facile ma esposta e verticale.

Carattere e difficoltà

È una ferrata impegnativa e fisica, che richiede impegno e concentrazione per tre intense ore, varia ma con molti punti non arrampicabili per il tipo di roccia. Il ponte tibetano è tra i più lunghi a tre corde in Italia e tra i più dondolanti, specie con vento.

Il ponte si può evitare, ma il tratto della via in quel punto è soggetto a scariche, quindi da evitare se possibile. L'esposizione a ovest e la bassa quota rendono la parete molto calda nelle ore centrali delle giornate estive: sconsigliata in quei momenti.

Discesa

Dal termine si può scendere a valle lungo il comodo sentiero 10 (50' dal termine, 4h 45' totali) oppure salire verso la stazione a monte della funivia Unterstell (15' dal termine, 4h 15' totali) ed eventualmente, energie permettendo, percorrere la facile Ferrata Knott, che si sviluppa sotto la piattaforma panoramica a circa 20 minuti di salita.

Da abbinare

Prima di rientrare si può percorrere la facile Ferrata Knott. In direzione di Merano c'è la Ferrata Heini Holzer; risalendo verso lo Stelvio, a Solda, attendono le difficili Tabaretta e Croda di Cengles, mentre verso la Val Passiria si trova la Ferrata delle Cascate di Stuller.

Galleria
Dati tecnici
  • DifficoltàDifficile
  • RegioneTrentino-Alto Adige
  • GruppoVal Venosta
  • Avvicinamento0:20 h
  • Ferrata3:30 h
  • Itinerario (a/r)4:45 h
  • Dislivello ferrata520 m
  • Dislivello itinerario620 m
  • Quota max1120 m
  • Lunghezza3,3 Km
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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