Ferrata Tissi al Civetta

Ferrata Tissi al Civetta
Vie Ferrate › Veneto › Belluno
Ferrata Tissi al Civetta

La Ferrata Tissi sale il versante sud-est del Monte Civetta, nelle Dolomiti di Zoldo, ed e' un itinerario impegnativo (Difficile): non tanto per i passaggi attrezzati, quanto per la lunghezza, il dislivello e soprattutto i nevai spesso perenni che ne attraversano il percorso e richiedono vera esperienza di montagna. La via porta al Rifugio Torrani (2984 m), da dove si puo' salire in vetta al Civetta (3220 m) e rientrare lungo la via normale. E' la salita classicamente abbinata alla Ferrata degli Alleghesi, che si sviluppa sul versante opposto.

Avvicinamento

Il punto di partenza e' Malga Grava: risalendo la Val Agordina, all'altezza dell'abitato di Chiesa si imbocca a sinistra Via Grava fino al suo termine, presso una malga circondata da ampi prati (punto di partenza su Google Maps). Dalla Casera di Grava (1627 m) si segue verso nord-ovest l'ampio sentiero 557 in dolce salita fino alla Forcella del Pecol/Grava (1784 m). Si prosegue sullo stesso 557, il cosiddetto Sentiero Tivan che si percorrera' soprattutto al ritorno, fino a un bivio in corrispondenza della Forcella della Grava. Qui si tiene la sinistra sul sentiero 558 in direzione del Rifugio Vazzoler, ignorando a destra le indicazioni per la Ferrata degli Alleghesi. Il sentiero piega dapprima verso sud, poi torna a destra verso ovest mostrando il primo obiettivo proprio davanti: la Forcella delle Sasse (2475 m). La salita alla forcella e' faticosa, con circa 600 m di dislivello su fondo ghiaioso a pendenza decisa; in circa 2 ore dalla partenza si raggiunge la Forcella delle Sasse. Si prosegue ignorando la traccia che si stacca a sinistra e si aggirano le alte pareti est del Civetta: la traccia perde quota e poi risale lungo un canalone ghiaioso poco stabile fino all'attacco della Ferrata Tissi, segnalato da una scritta ormai sbiadita su un masso, sotto le imponenti bastionate sud-est del Civetta (45' dalla Forcella delle Sasse, 2h45' totali).

Il percorso

La ferrata inizia con un tratto diagonale verso sinistra senza particolari difficolta', seguito da una parete verticale ma appoggiata con buoni appigli. Si percorre poi una stretta cengia non protetta verso sinistra, dove alcuni bolli rossi indicano la direzione: in questo punto puo' esserci neve anche in alta stagione, quindi serve attenzione. Dopo la cengia si risale una parete inclinata, non troppo difficile, con il cavo sulla destra e roccia frastagliata ricca di appigli; in una ventina di metri si raggiunge una rampa inclinata che sale a sinistra, forse il passaggio piu' caratteristico della via: pur restando abbastanza larga e dotata di pioli d'appoggio per i piedi, sulla sinistra si accumula una notevole esposizione. Superati gli ultimi metri piu' stretti della rampa, la via aggira un piccolo tetto roccioso. Si sale quindi un tratto verticale esposto ma non eccessivamente difficile sfruttando i buoni appoggi per i piedi, poi si piega a destra aggirando un piccolo sperone e si affronta un camino, restando sul lato sinistro dove alcuni pioli aiutano la progressione. Seguono roccette appoggiate che attenuano l'esposizione fino a un breve balzo verticale di circa 4 metri, vinto grazie ad alcuni infissi metallici. Si entra ora nel tratto che spesso risulta umido per l'acqua che scende dai nevai sovrastanti: prima una placca inclinata da superare in aderenza, poi una cengia attrezzata verso sinistra, un breve tratto verticale e un traverso a sinistra corto ma reso insidioso dalla parete scivolosa. Si susseguono brevi tratti di cengia alternati a balzi verticali, fino a un'ultima lunga e ampia cengia verso sinistra; un ultimo balzo verticale chiude la ferrata nel cosiddetto Pian della Tenda (1h15' dall'attacco, 4h totali). Per completare l'itinerario si sale al Rifugio Torrani, posto a monte del Pian della Tenda: spesso e' presente un nevaio da risalire, piu' ostico in caso di nebbia, da affrontare lungo la linea di massima pendenza restando al centro. Poco dopo si incontra il bivio di discesa della via normale; proseguendo ancora pochi minuti in salita si raggiunge il Rifugio Torrani (2984 m, 1h30' dall'attacco, circa 4h15' totali).

Carattere e difficolta'

La Tissi e' valutata Difficile soprattutto per le difficolta' ambientali: il versante sud-est resta in larghi tratti all'ombra e tre punti della salita risultano spesso innevati anche in stagione inoltrata, ovvero prima dell'attacco, poco dopo l'attacco e al termine della via, nei pressi del Rifugio Torrani. Tecnicamente i passaggi sono sostenuti ma ben appigliati; e' la combinazione di esposizione, roccia a tratti scivolosa e neve residua a richiedere esperienza. La via e' una delle ferrate storiche delle Dolomiti orientali, realizzata nel 1938 e dedicata ad Attilio Tissi, alpinista, politico e partigiano agordino, forte arrampicatore del suo tempo, scomparso a 59 anni durante una discesa in montagna.

Nevai spesso perenni in tre punti del percorso: valutare di portare i ramponi, in particolare per il passo subito dopo l'attacco, dove la neve ghiacciata puo' rendere pericoloso il traverso. Attenzione alla cengia non protetta prima della parete inclinata, alle placche umide e scivolose nella parte alta e all'instabilita' del canalone ghiaioso in avvicinamento. La discesa per la via normale e' impegnativa e va affrontata con piede fermo.
Periodo e sicurezza

Essendo un itinerario d'alta quota che culmina oltre i 2900 m, e con neve che persiste a lungo, la stagione ideale e' la piena estate e l'inizio autunno. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco, con scorta d'acqua e cibo adeguata a una giornata lunga; consigliati i ramponi nei periodi con maggiore innevamento. Partire presto, verificare il bollettino meteo e rinunciare in caso di maltempo o nevai ghiacciati.

Discesa

L'itinerario attrezzato termina al Rifugio Torrani; da qui, volendo, si puo' salire in vetta al Civetta (3220 m) per sentiero sul pendio est, senza particolari difficolta' (circa 45' dal rifugio). La discesa avviene comunque per la via normale al Civetta: dal rifugio si torna al bivio segnalato incontrato in salita. La via normale e' un rapido susseguirsi di tratti esposti non protetti e di tratti attrezzati tutt'altro che banali, da percorrere in disarrampicata con la massima attenzione (per il dettaglio di questa discesa rimandiamo alla relazione della Ferrata degli Alleghesi). Terminate le attrezzature ci si trova davanti a un ghiaione e a un bivio sul sentiero 557: a sinistra si andrebbe verso il Rifugio Coldai e l'attacco della Ferrata degli Alleghesi, mentre noi proseguiamo dritti in discesa sul ghiaione seguendo per il Pecol/Grava, da cui si scende a ritroso lungo il sentiero di avvicinamento fino alla Casera di Grava (2h30' dal Rifugio Torrani; circa 6h45' totali senza la salita al Civetta, circa 8h con la salita in vetta).

Da abbinare

La Tissi e' l'abbinamento naturale della Ferrata degli Alleghesi, percorsa di solito in discesa perche' piu' breve pur essendo tecnicamente piu' impegnativa. Nella zona meritano la Ferrata Gianni Costantini alla Moiazza e la Ferrata Fiamme Gialle alla Palazza Alta, che ha nel Rifugio Vazzoler il suo punto d'arrivo. Per itinerari piu' semplici ci sono la Ferrata Sora El Sass a Forni di Zoldo e, verso le Cinque Torri, le ferrate dell'Averau e Ra Gusela; spostandosi verso Agordo si raggiunge l'attacco dell'impegnativa Ferrata Stella Alpina all'Agner.

Galleria
Dati tecnici
  • Avvicinamento2:45 h
  • Durata ferrata1:30 h
  • Itinerario totale6:45 h
  • Dislivello ferrata300 m
  • Dislivello itinerario1436 m
  • Altitudine massima3220 m
  • Lunghezza11 Km
  • Anno apertura1938
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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