Sentiero Attrezzato della Cengia Veronesi

Sentiero Attrezzato della Cengia Veronesi
Vie Ferrate › Veneto › Belluno
Sentiero Attrezzato della Cengia Veronesi
Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

La Cengia Veronesi è un itinerario tecnicamente non difficile ma molto esposto, da non prendere alla leggera già per l'avvicinamento: per raggiungerla, infatti, occorre percorrere un tratto della difficile Ferrata Tomaselli. In cambio regala paesaggi magnifici nel cuore del gruppo del Fanis. Qui la descriviamo in direzione Cima Fanis - Forcella Lech, ma nulla vieta di percorrerla in senso inverso, in salita.

Avvicinamento

Si deve arrivare sotto Cima Fanis Sud. Il modo più rapido coincide con l'avvicinamento della Ferrata Tomaselli: si raggiunge il Passo Falzarego (2105 m) — da Cortina d'Ampezzo, da San Cassiano in Val Badia o da Alleghe (Belluno) — si parcheggia nell'ampio piazzale presso la stazione a valle e si sale con la funivia al Rifugio Lagazuoi (apri su Google Maps). Da qui ci sono tre opzioni, in ordine crescente di impegno. La prima segue l'avvicinamento della Tomaselli sul versante orientale del Grande Lagazuoi, da Forcella Travenazes a Forcella Gasser Depot, poi su fino a sella Fanes; si presta poi la massima attenzione a una cengia che si stacca a sinistra (ometti), la si percorre e si arriva alla cengia da cui parte la via (2h dalla stazione a monte). La seconda raggiunge il Bivacco Chiesa sempre lungo la Tomaselli, ne percorre il primo difficile tratto — compreso il famoso traverso — e sbuca nella cengia di partenza (1h45 dalla stazione a monte): è l'opzione qui descritta per i tempi. La terza percorre l'intera difficile Ferrata Tomaselli (3h), ne scende la ferrata di discesa e individua un sentiero a mezzacosta che, con un primo tratto attrezzato, conduce al tunnel per la Cengia Veronesi (4h dalla stazione a monte).

Il percorso

Dalla seconda cengia dopo l'attacco della Tomaselli si fa attenzione a un bivio dove la Tomaselli prosegue verso destra mentre la Cengia Veronesi va a sinistra, con segni purtroppo sbiaditi. Si comincia subito con un tratto di cengia esposta e non assicurata, seguito da un passaggio ancora più esposto e stretto, in leggera discesa ma protetto. Superato questo, si risale un canalino fino a una sella e si prosegue sempre verso sinistra fino a una grotta (punto d'incontro con l'avvicinamento 3): la si può attraversare per circa 100 metri con pila frontale, sbucando sul versante opposto di Cima Fanis. Imboccando invece la lunga cengia si segue la traccia che, tra modesti saliscendi su tratti esposti, conduce a uno spigolo che si aggira alternando brevi tratti attrezzati a lunghi tratti, anche molto esposti, del tutto privi di protezione. La cengia corre con un notevole precipizio sulla sinistra e richiede piede fermo, pur senza difficoltà tecniche di rilievo. Si procede fino a una prima forcella tra Cima Fanis e Piz Scottoni e poi, con esposizione minore, verso la Forcella Lech, dove l'itinerario termina (1h15 dalla deviazione dalla Tomaselli, 3h complessive).

Carattere e difficoltà

È un percorso difficile da classificare: la cengia in sé è molto esposta e a tratti non attrezzata, ma per l'escursionista esperto con piede fermo non pone problemi, anzi diventa un'esperienza piacevolissima per i panorami. È l'esposizione costante, più che la tecnica, a poter mettere in difficoltà chi manca di esperienza.

In ogni variante l'accesso impone di percorrere un tratto della difficile Ferrata Tomaselli (compreso il celebre traverso): va valutato con onestà e non sottovalutato. Aggirarlo è possibile ma il sentiero è poco segnato e difficile da individuare. La cengia è molto esposta e in più punti priva di protezione, con precipizio a fianco: serve piede fermo assoluto. Per la grotta (100 m) è necessaria una pila frontale.
Periodo e sicurezza

Itinerario d'alta montagna (quota massima 2843 m), da affrontare nella stagione estiva con tempo stabile. Riservato a escursionisti esperti, abituati all'esposizione e all'autonomia su terreno in parte non protetto.

Discesa

Da Forcella Lech (2486 m) si scende un ripido canalone detritico che fa perdere rapidamente quota in direzione del Lago di Lagazuoi. Prima di raggiungere il lago, a un bivio, conviene tenere la sinistra senza scendere troppo, per innestarsi più avanti sul sentiero 20 che sale a Forcella Lagazuoi; da qui, a ritroso, si torna alla stazione a monte della funivia e quindi al parcheggio (2h da Forcella Lech, 5h complessive).

Da abbinare

L'abbinamento naturale è proprio con la Ferrata Tomaselli, di cui la Cengia Veronesi costituisce spesso una variante o un prolungamento.

Galleria
Dati tecnici
  • DifficoltàModeratamente Difficile
  • RegioneVeneto
  • GruppoDolomiti d'Ampezzo - Fanis
  • Avvicinamento1:45 h
  • Ferrata1:15 h
  • Itinerario (a/r)5:00 h
  • Dislivello ferrata100 m
  • Dislivello itinerario370 m
  • Quota max2843 m
  • Lunghezza7,8 Km
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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