Ferrata Sass del Tavarac

La Ferrata Sass del Tavarac è una via difficile e atletica sopra Erba, in provincia di Como. È di tipo tradizionale, con attrezzature ridotte al minimo e senza infissi a sostegno della salita: si rivolge a escursionisti esperti, ben allenati e con buona forza di braccia. La roccia offre quasi ovunque buona arrampicabilità e, nonostante la bassa quota (749 m), sa farsi apprezzare anche dagli arrampicatori più esigenti.
Si parte dall'abitato di Crevenna (comune di Erba), in direzione dell'Eremo di San Salvatore. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. La strada che porta all'Eremo è privata e in teoria non percorribile (chi la usa rischia la multa, ma risparmia 30'); in alternativa si risale parzialmente via San Giorgio fino a uno slargo sterrato sulla destra dove parcheggiare. Da qui due opzioni: imboccare la strada asfaltata e poi salire dal sentiero nel bosco, tagliando vari tornanti (ingresso «ufficiale» segnalato da due gradini in pietra; 30-35' dal parcheggio); oppure prendere il sentiero che parte dall'Eremo, seguendo i segnavia per la ferrata e la vicina falesia con bolli rossi, fino a cercare l'attacco alla destra della falesia (30' dall'Eremo, 1h dallo slargo di via San Giorgio).
La via si divide in tre sezioni a difficoltà decrescente. La prima è la più selettiva: si arrampica subito una parete con caratteristiche di diedro non marcato, circa 30 metri molto impegnativi e con pochi appigli; in cima un traverso con catene verso sinistra, esposto e faticoso, con i piedi in aderenza, porta a un canalino da risalire in arrampicata, fino a un bivio (a destra la seconda sezione, a sinistra una via d'uscita). La seconda attacca con un sentiero attrezzato lungo una rampa e gradoni rocciosi ed erbosi fino a una seconda parete verticale, meno dura della prima ma con roccia meno solida: la si risale per una quindicina di metri, poi un traverso più facile chiude la sezione (qui si incontra la catena del sentiero di discesa, utilizzabile come via di fuga). La terza sezione parte su rocce abbastanza coricate fino a una parete bianco-giallastra di difficoltà simile alla seconda ma con roccia meno sicura, su cui prestare attenzione a mani e piedi ricordando che sotto c'è la falesia; gli ultimi balzi chiudono la ferrata (45' dall'attacco, circa 2h dal parcheggio).
Ferrata corta ma impegnativa e tecnicamente difficile, con attrezzature metalliche ridotte al minimo (in buone condizioni): favorisce chi padroneggia la tecnica d'arrampicata.
Bassa quota, quindi percorribile in gran parte dell'anno con buone condizioni di roccia. Sono disponibili le tracce GPS (GPX e KMZ).
Due alternative: al termine della ferrata seguire subito a destra la traccia con catena, che scende presso la parete di salita — a tratti esposta, instabile e attrezzata con catena piuttosto lasca, con un paio di brevi disarrampicate — fino all'attacco e poi a ritroso (45' dal termine, 2h 45' totali); oppure salire leggermente nel bosco fino a una mulattiera, imboccarla a sinistra in discesa passando accanto ai settori d'arrampicata Sasso San Salvatore e Sasso d'Erba, ignorando i bivi, fino all'Eremo e all'auto (1h dal termine, 3h totali).
Zona ricca di ferrate di difficoltà analoga: la 30° OSA al Corno Rat, la del Venticinquennale al Corno Occidentale, la Ferrata al Corno Medale e la Contessi al Monte Due Mani; verso il Varesotto la Ferrata Bellotti presso Mesenzana.
- DifficoltàDifficile
- RegioneLombardia
- GruppoTriangolo Lariano
- Avvicinamento1:00 h
- Ferrata30
- Itinerario (a/r)3:00 h
- Dislivello ferrata170 m
- Dislivello itinerario350 m
- Quota max749 m
- Lunghezza4 Km























