Ferrata Ponza Grande

La Ferrata Ponza Grande sale alla cima omonima (2274 m) nelle Alpi Giulie, partendo dai Laghi di Fusine. È un itinerario di media difficoltà tecnica che diventa esposto nel tratto di cresta e nella discesa lungo il canalone; il panorama sui monti delle Giulie, sia sul versante italiano che su quello sloveno, è magnifico.
Si parte dal parcheggio dei Laghi di Fusine (Udine): da Tarvisio (uscita A23) si raggiunge Fusine Valromana e si segue la deviazione per i laghi. Punto di partenza su Google Maps. Dal parcheggio si segue il sentiero 512 verso il Rifugio Zacchi: ampio all'inizio lungo uno stradello, piega poi a destra nel bosco e con circa 400 m di dislivello raggiunge il rifugio (1380 m, 1h 15' dal parcheggio). Dal rifugio, crocevia di sentieri, si seguono verso est le indicazioni per la Ponza Grande (ferrata già segnalata) e per la Forca Rossa e la falesia. Usciti dal bosco si sale su pietraie tra i mughi incontrando una prima serie di tratti attrezzati non difficili; il sentiero diventa poi ripido, esposto e non protetto (serve piede fermo). A un grosso bollo rosso sulla parete si tiene la sinistra (a destra le indicazioni per la Ponza di Mezzo); si attraversa un colatoio franoso e un altro tratto attrezzato mentre il sentiero si stringe, con un ultimo passo disturbato da una frana, fino all'attacco segnato da un bollo rosso ben visibile (1h 30' dal rifugio, 2h 45' dal parcheggio).
La via inizia su una placchetta verticale con cui si aggira uno sperone roccioso; la roccia è ottima e, salvo un paio di punti, regala una bella arrampicata. Si alternano balzi rocciosi e traversi fino a una vecchia ma solida scaletta metallica; voltandosi si scorge il Mangart nell'intaglio della Forcella Planiza, dove inizierà poi il rientro. Si percorre una cengia che aggira uno spigolo e si entra in un canalone detritico, da risalire senza attrezzature fino a sbucare sul crinale e raggiungere la vetta della Ponza Grande (2274 m, 1h 15' dall'inizio della ferrata, 4h totali).
Le Alpi Giulie offrono un ambiente austero ed emozionante: la difficoltà tecnica è media, ma cresta e discesa richiedono piede fermo e assenza di vertigini.
Come la vicina Ferrata della Vita, fu realizzata dai reparti degli Alpini negli anni ’20 per monitorare il confine con l'ex Jugoslavia: costituiva uno degli accessi alla «Strada degli Alpini», percorso attrezzato di cresta che dalla Ponza Grande giungeva alla Forcella Sagherza.
Dalla vetta si seguono i segni bianco-rossi sul versante sloveno, alcuni metri sotto il filo di cresta, in un tratto esposto e solo in parte attrezzato; si perde leggermente quota e si torna sul filo — stretto e adrenalinico — prima di scendere a una forcella, da cui un sentiero a destra riporta in territorio italiano e più in basso al rifugio (discesa ripida con qualche traverso esposto). Si ritrova il bivio dell'andata e a ritroso si rientra al Rifugio Zacchi e quindi al parcheggio (2h 30' dalla vetta, 6h 30' totali). In alternativa, dal 2022 la storica Ferrata Kugy allo Strugova è stata ristrutturata e offre un rientro diverso: si percorre la cresta che collega le Ponze allo Strugova (tutt'altro che banale, con vecchie attrezzature in cattivo stato che non offrono vera assicurazione), si scende la ferrata dello Strugova e dal ghiaione alla base si torna al Rifugio Zacchi — opzione riservata agli esperti.
Dai Laghi di Fusine partono altre due belle ferrate sul crinale italo-sloveno, la Ferrata della Vita e la Ferrata al Mangart; a valle, sull'A23, la breve e atletica Ferrata Tenente Ferrante di Ruffano. Sul versante di Sella Nevea, in ordine di difficoltà, il Sentiero Attrezzato Re di Sassonia e la Ferrata Anita Goitan.
- DifficoltàDifficile
- RegioneFriuli-Venezia Giulia
- GruppoAlpi Giulie
- Avvicinamento2:45 h
- Ferrata1:15 h
- Itinerario (a/r)6:30 h
- Dislivello ferrata330 m
- Dislivello itinerario1337 m
- Quota max2274 m
- Lunghezza10 Km
































