Ferrata Ibex

Ferrata Ibex
Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
Ferrata Ibex

Installata a Racines, non lontano da Vipiteno, la Ferrata Ibex riunisce quattro percorsi dalle caratteristiche simili ma a difficoltà crescente: il tratto iniziale è facile, il percorso principale obbliga almeno al Moderatamente Difficile e due varianti arrivano all'Estremamente Difficile. Non porta a una cima né a un rifugio: è un itinerario atletico di media quota, ideale per le mezze stagioni, su una roccia stratificata e ruvida dal grip elevatissimo.

Avvicinamento

Il punto di partenza è a Racines di Dentro, con parcheggio presso il Maso Pulvererhof, gli ultimi 100 metri su strada sterrata transitabile (1380 m, punto di partenza su Google Maps). Dal parcheggio si prosegue oltre la baita in legno verso l'evidente parete rocciosa: un sentiero conduce in pochi passi all'attacco, già visibile per la grande insegna in ferro (1390 m, 1' dal parcheggio).

Il percorso

La via si compone di quattro itinerari. Il Percorso 1 (principianti) attacca subito dall'avvicinamento con difficoltà tra il facile e il moderatamente difficile, mai troppo esposto, su facili roccette, piccoli balzi e tracce di sentiero, con qualche infisso e cambra dove serve; prosegue poi pianeggiante e in leggera discesa, concludendosi senza bisogno di rientro in 10-15 minuti, adatto anche a bambini. Il Percorso 2 (principale) si imbocca al termine del primo o direttamente alla base del bosco, spostandosi a sinistra dell'accesso (cartello IBEX e panchina): è una ferrata articolata, dal Moderatamente Difficile in crescente esposizione fino al Difficile, lunga oltre 300 m, che alterna placche, diedri, traversi e piccoli strapiombi ben ammanigliati su roccia dall'ottimo grip. Si parte con il cordino che zigzaga tra roccette, piccoli diedri e balzi; dopo una decina di minuti un cartello rosso indica a sinistra una via d'uscita per chi non se la sentisse. Si prosegue su roccette e rampe, uno spigolo, balzi e gradoni senza esposizione significativa, fino a un lungo tratto che fa guadagnare quota più in fretta: prima agile su roccia e qualche staffa, poi su paretine e brevi placche più verticali dove per le mani occorre affidarsi al cordino — è il tratto più impegnativo del percorso principale, da considerarsi "difficile". Dopo un respiro tra gli alberi si affronta un lungo traverso orizzontale esposto ("Difficile"), con ottimi appoggi in aderenza ma senza una vera cengia, fino a una panchina panoramica a circa metà via (1h dall'attacco). Si riprende in traverso a destra, con un punto curioso in cui il cordino passa sotto il terreno e una grossa radice, poi su sentiero attrezzato erboso fino a un secondo lungo traverso sotto la roccia, leggermente discendente e più facile, da percorrere chinando la testa. Si perde quota e si aggira uno spigolo impegnativo che apre l'ambiente verso un enorme diedro, dove una parete nerastra e una bianca si incontrano sotto l'insegna in ferro "RACINES" e il cartello della prima variante; oltrepassato il diedro con buona esposizione verticale, si prosegue sul percorso principale fino alla panchina con il libro firme (1620 m). Conviene non togliere l'imbrago, perché il rientro sarà per metà una ferrata in discesa (circa 1h 40' dall'attacco del Percorso 1). Il Percorso 3 (variante "Molto Difficile") si stacca lungo la ferrata di rientro, a un bivio con cartello "Variante E": una grande placca quasi verticale e apparentemente liscia, ma dalla roccia ruvida con ottimo grip, si supera con buona dose di forza nelle braccia trazionando il cordino; il passaggio chiave è lo scavalcamento di uno spigolo ascendente, forse "Estremamente difficile", oltre il quale gli ultimi metri tornano facili (circa 30' dall'inizio della variante). Il Percorso 4 (variante "Estremamente Difficile"), nella parte alta della via principale, è fisico e atletico ma molto breve: un grande diedro a parete verticale liscia, poi il passaggio chiave su una paretina con breve strapiombo, una serie di diedri e un traverso ascendente, fino a reimmettersi nel percorso finale (circa 15' dall'inizio della variante).

Carattere e difficoltà

Di recente costruzione, ha attrezzatura ottima e cordino ben tensionato, con uso limitato di cambre e staffe; la particolarità è la roccia stratificata e ruvida, simile al granito, dal grip elevatissimo.

Esposta a est/sud-est, è sconsigliata nelle mattine calde d'estate e da valutare d'inverno se coperta da neve o ghiaccio, essendo tecnica e a tratti esposta anche nella versione normale. Per le due varianti estreme si consigliano scarpe da trekking/avvicinamento o da ferrata, non scarponi rigidi: le varianti sono leggermente meno dure del passaggio "Gelen Knott" della Tabaretta e simili alla prima variante della Stuller.

Discesa

Dalla panchina con il libro firme si prosegue con le attrezzature in un tratto tutto in discesa, anche con staffe metalliche, senza particolari difficoltà, fino a un sentiero: dritti si continua il rientro, a destra si riprende la "Variante E" (Percorso 3). Il sentiero nel bosco riporta al parcheggio (circa 30' dal libro firme; circa 2h 40' per il solo percorso principale, circa 3h 30' percorrendo anche le due varianti).

Storia

La Ferrata Ibex è stata inaugurata nell'agosto 2024 a cura dell'Ufficio Turismo del comprensorio di Racines, con il co-finanziamento di fondi europei.

Da abbinare

Nella parte settentrionale dell'Alto Adige si segnalano la Ferrata delle Cascate di Stuller (simile per caratteristiche), la Ferrata Lampskopf, la Ferrata Bergkristall e la Ferrata Olberg; spostandosi a sud si percorrono le varie vie della Val Venosta.

Galleria
Dati tecnici
  • DifficoltàMolto Difficile
  • RegioneTrentino-Alto Adige
  • GruppoVal Racines
  • Avvicinamento0:05 h
  • Ferrata2:45 h
  • Itinerario (a/r)3:30 h
  • Dislivello ferrata375 m
  • Quota max1.525 m
  • Lunghezza1,5 Km
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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