Ferrata delle Guide di Gressoney

Ferrata delle Guide di Gressoney
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Ferrata delle Guide di Gressoney

Sotto l'aspetto puramente atletico, la Ferrata delle Guide di Gressoney è probabilmente la più impegnativa d'Italia: una via ricca di pareti strapiombanti che mettono a dura prova la forza fisica. Le difficoltà tecniche non sono elevatissime, vista l'abbondante attrezzatura, ma molti passaggi restano ostici; le varianti gialla e nera, al termine dell'itinerario, concentrano le difficoltà maggiori.

Avvicinamento

Si parte dalla località Tache, nel comune di Gressoney-La-Trinité (provincia di Aosta). Risalendo la strada che costeggia il torrente Lys, in prossimità di La Trinité la principale prosegue a destra oltrepassando il torrente; seguendo invece le indicazioni per "Loc Tache" si prosegue dritti per poco più di 200 metri, aggirando l'evidente chiesa, fino a uno spiazzo dove parcheggiare (punto di partenza su Google Maps). Si imbocca verso sinistra il sentiero, passando accanto ai bagni pubblici, con la parete della via dritta davanti; superata una cava dismessa si intravedono già le attrezzature e si raggiunge l'attacco (10' dal parcheggio).

Il percorso

L'itinerario è diviso in tre sezioni: il Percorso Rosso da Gressoney-La-Trinité ai ripetitori (Difficile); il Percorso Giallo, dopo il ponte tibetano a destra fino alle baite Bodma (Molto Difficile); il Percorso Nero, dopo il ponte tibetano a sinistra fino alle baite Bodma (Estremamente Difficile). Il Percorso Rosso mostra subito le sue caratteristiche, costante verticalità e uso abbondante di staffe: dalla parete iniziale verticale a un traverso a destra che aggira un tetto, poi un diedro verticale, un nuovo traverso a destra, una rampa appoggiata e un diedro non difficile; si supera un primo passaggio strapiombante (cercando appoggi per i piedi a sinistra si fa meno fatica), si aggira da destra un altro tetto e, risalito un diedro, si raggiunge un terrazzino panoramico sulla valle e sul vicino Monte Rosa. Si prosegue a sinistra su parete gradonata che diventa traverso fino a un bel camino verticale, da arrampicare cercando gli appoggi sui lati opposti; si aggira da sinistra un imponente tetto, si sale un balzo e un diedro appoggiato fino a una scala metallica di 7-8 metri molto stabile, oltre la quale ci si sposta a sinistra sul bordo di uno spigolo. Una serie di pareti verticali piuttosto facili, dove serve un po' di agilità per raggiungere le prime staffe, porta — con un piccolo strapiombo in alto — al terrazzino panoramico dove termina il Percorso Rosso (a destra parte il rientro). Davanti sono visibili le pareti delle due varianti: si scende e si attraversa un lungo ponte sospeso (circa 40 metri, stabile, con ampie barre per i piedi), al termine del quale si sceglie se salire verticali sul Percorso Giallo o spostarsi in discesa a sinistra sul Percorso Nero. Il Percorso Giallo attacca subito una parete lunga, verticale e strapiombante, molto impegnativa fisicamente, dove conviene non temporeggiare; oltre lo strapiombo la parete diventa verticale fino a un terrazzino di riposo, poi due ulteriori strapiombi faticosi chiudono la via a 2100 m, presso le baite Bodma. Il Percorso Nero, invece di attaccare la parete del giallo, scende leggermente a sinistra in un tratto aereo che aggira uno spigolo fino a un secondo ponte sospeso a 3 corde, più corto ma assai più dondolante; dopo un terrazzo di sosta si affronta un'impressionante parete strapiombante, immediatamente selettiva, in diagonale verso destra con cambi di moschettone faticosi, un traverso orizzontale che aggira uno spigolo, nuovi tratti in strapiombo e, dopo un punto di pausa, un boulder finale di 4-6 metri in netto strapiombo con un paio di cambi di moschettone delicati, fino ai prati sommitali e alle baite Bodma.

Carattere e difficoltà

La variante nera è considerata da molti il tratto atleticamente più impegnativo in Italia, e la gialla non è da meno; il Percorso Rosso, già Difficile, è un lungo susseguirsi di pareti verticali.

Conviene portare un paio di rinvii o fettucce con moschettone per creare soste mobili nei tratti strapiombanti ed evitare di bruciarsi le braccia prima della fine. La via è ottimamente attrezzata ed è percorribile solo da inizio giugno a fine ottobre.

Periodo e sicurezza

Stagione consigliata da inizio giugno a fine ottobre. Volendo, si possono percorrere tutte le varianti: raggiunte le baite Bodma si scende il sentiero 11 fino all'innesto di un sentiero che riporta al termine del Percorso Rosso, si ripercorre il primo ponte sospeso e si affronta l'altra variante (circa 1h in più, per un totale molto impegnativo di circa 4h 30').

Discesa

Terminato il solo Percorso Rosso, si segue la traccia inizialmente in leggera salita fino a innestarsi in un sentiero che scende verso valle a Gressoney-La-Trinité (30' dal termine, 2h 45' complessive). Proseguendo invece sul Giallo o sul Nero, dalle baite Bodma si segue il sentiero 11, che riceve poi l'innesto del sentiero di discesa del Percorso Rosso, fino a valle (40' dal termine, 3h 30' complessive facendo una delle due varianti).

Da abbinare

Essendo una via fisicamente estrema, è difficile mettersi alla prova con un'altra ferrata subito dopo; volendo, in zona ci sono la vicina Ferrata José Angster, la Ferrata di Covarey oppure la Ferrata Nito Staich.

Galleria
Dati tecnici
  • DifficoltàMolto Difficile
  • RegioneValle d'Aosta
  • GruppoValli del Monte Rosa
  • Avvicinamento0:10 h
  • Ferrata2:30 h
  • Itinerario (a/r)3:30 h
  • Dislivello ferrata290 m
  • Dislivello itinerario310 m
  • Quota max2030 m
  • Lunghezza2,5 Km
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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