Ferrata Gabitta d’Ignoti a Cima Vezzana

La breve Ferrata Gabitta d'Ignoti collega Cima Vezzana, la cima più alta del gruppo delle Pale di San Martino, con la Val Strutt. I tratti attrezzati sono tecnicamente di media difficoltà, ma sono inseriti in un lungo anello d'alta montagna che richiede esperienza, allenamento e condizioni meteo stabili; l'ambiente è selvaggio e magnifico e dalla vetta il panorama ripaga ogni fatica. Salita e rientro sfruttano la funivia.
Il punto di partenza è la stazione della funivia di Col Verde, a San Martino di Castrozza (Trento), raggiungibile dalla Val di Fiemme passando dal Passo Rolle oppure dalla SS50 che collega Bassano del Grappa al Passo Rolle; in paese, sul versante verso il Passo Rolle, poco prima di uscire in prossimità di un tornante, si trovano gli impianti e il piazzale per il parcheggio (punto di partenza su Google Maps). Questo itinerario percorre la Gabitta d'Ignoti in salita, risalendo la Val Strutt e rientrando dalla Val dei Cantoni: è lungo e può convenire spezzarlo in due giorni pernottando al Rifugio Pedrotti o in uno dei bivacchi in quota (Brunner o Fiamme Gialle). Con la funivia si sale a Col Verde e poi al Rifugio Rosetta (2633 m), da cui parte l'itinerario. Si scende verso il vicino Rifugio Vezzana Pedrotti (2581 m, 15') e si segue il sentiero 703 dapprima verso est in discesa, con indicazioni per Val Strutt e Passo delle Farangole; a un primo bivio si ignora il 707 verso la Forcella de Miel tenendo la sinistra in discesa, a un secondo bivio si ignora il 756 che taglia l'altopiano e si resta sul 703 verso nord, innestandosi sulla Valle delle Comelle, fino a un bivio nel Pian dei Cantoni, alla base di un vallone (a sinistra la Val dei Cantoni, che si scenderà al rientro). Si prosegue sul 703 verso il Passo delle Farangole, ignorando il 704, lungo il Sentiero delle Farangole: un primo tratto attrezzato di alcuni metri, poi un percorso più esposto ma piacevole e attrezzato nei punti più aerei, fino alla Val Strutt. A un bivio segnalato con palina si lascia il 703 (che porta al Passo delle Farangole) e si tiene la sinistra salendo lungo il 716 in Val Strutt (2h 30' dalla stazione a monte). Si risale la ripida Val Strutt prestando attenzione a traccia e segni non sempre evidenti, fino al Bivacco Brunner (2667 m, 30' dal bivio), sotto le pareti de Le Ziroccole; dove un tempo c'era un ghiacciaio oggi restano due nevai di dimensioni variabili con la stagione. Si continua a salire al centro del vallone, dove mancano i segni, fino a individuare una palina che segna l'inizio della Gabitta d'Ignoti. Attenzione a non proseguire verso l'attacco della vecchia ferrata, ormai smantellata: il sentiero corretto si trova sulla sinistra e mostra dopo poco un cordino, mentre la traccia di destra conduce alla parete della vecchia via (3h 30' dalla stazione a monte).
Individuata la palina sul lato sinistro del vallone si va a sinistra e si risale un canalino non in perfette condizioni, dove serve molta attenzione, fino a incontrare le corde fisse. La ferrata è divisa in due tratti attrezzati con un tratto di collegamento: il primo è un passaggio verticale su balzi e roccette seguito da un traverso a sinistra; segue il collegamento, con un passaggio su cengia e su sentiero; il secondo tratto sale in diagonale su una placca e poi su roccette attrezzate non difficili. Esaurite le attrezzature si seguono la traccia e gli sbiaditi segni rossi in salita verso Cima Vezzana; prima di raggiungerla vale uno sguardo alla Val Strutt appena risalita e alle cime aguzze che la sovrastano. Si arriva quindi a Cima Vezzana (45' dall'attacco, 4h 15' complessive).
I tratti attrezzati sono tecnicamente di difficoltà medio-bassa, ma non devono trarre in inganno sull'impegno complessivo: l'itinerario è lungo e il dislivello assoluto, contando i numerosi saliscendi, è ben maggiore di quello relativo. L'esposto Sentiero delle Farangole, la risalita della Val Strutt, l'ultimo tratto di avvicinamento e la discesa da Cima Vezzana richiedono più esperienza di montagna che di vie attrezzate.
Itinerario d'alta quota per la stagione estiva. Lungo la discesa permangono nevai e, nella Val dei Cantoni, possibili crepacci nella parte inferiore: l'innevamento varia di stagione in stagione. La via è dedicata alla memoria dei finanzieri Salvatore Gabitta e Giuseppe D'Ignoti, assassinati il 24 luglio 1966 nella caserma della Guardia di Finanza di San Martino di Casies (Alto Adige) in un attentato del Bas; tra il 1956 e il 1988 quella stagione di violenza contò 361 attentati, 21 morti e 57 feriti.
Per chiudere l'anello si scende sul versante opposto, verso il Passo di Travignolo. Da Cima Vezzana si segue una traccia (segnavia 716) con, alla destra, i resti del Ghiacciaio del Travignolo; si percorre un tratto di cresta e poi una discesa generalmente coperta da nevaio, a zigzag, fino al Passo di Travignolo (2985 m, 40' da Cima Vezzana). Inizia quindi l'impegnativa discesa lungo il nevaio della Val dei Cantoni, con alcuni tratti attrezzati e un paio di attraversamenti su neve in passaggi esposti. Terminata la discesa del vallone si segue il 716 che taglia a mezzacosta a destra, in salita, verso il Passo Bettega (2658 m); dal passo si scende fino a un bivio dove a destra si cala ripidi su roccette verso Col Verde, oppure si prosegue su sentiero privo di difficoltà verso il Rifugio Pedrotti (2581 m) e quindi in salita alla stazione a monte della funivia, presso il Rifugio Rosetta (2h dal termine del vallone, 2h 45' da Cima Vezzana, circa 7h complessive).
La Gabitta d'Ignoti viene spesso abbinata alla Ferrata Bolver Lugli, salendo a Cima Vezzana da San Martino e percorrendo in senso inverso gran parte di questo itinerario; in tal caso, valutando la lunghezza, conviene spezzarlo in due giorni proseguendo verso il Passo delle Farangole e il Rifugio Mulaz, da cui eventualmente la Ferrata del Mulaz. Pernottando al Rifugio Rosetta si può poi puntare a sud verso il Passo di Ball, con il Sentiero Attrezzato Gusella, la Ferrata del Porton e in discesa la Ferrata del Velo; a est si incontrano la Ferrata Dino Buzzati e il Sentiero del Cacciatore. Nella zona orientale delle Pale si trovano infine la Ferrata dell'Orsa, la Ferrata Stella Alpina all'Agner e la Ferrata Fiamme Gialle.
- DifficoltàModeratamente Difficile
- RegioneTrentino-Alto Adige
- GruppoPale di San Martino
- Avvicinamento3:30 h
- Ferrata0:45 h
- Itinerario (a/r)7:00 h
- Dislivello ferrata120 m
- Dislivello itinerario624 m
- Quota max3192 m
- Lunghezza11 Km











































