Ferrata Franco Gadotti al Sas Aut

La poco frequentata Ferrata Franco Gadotti percorre la costiera che unisce il Sass delle Dodici alla Punta Vallaccia, sopra la Val San Nicolò, valle laterale della Val di Fassa in provincia di Trento. Tecnicamente è di media difficoltà, ma lunga e con un dislivello rilevante, immersa in un ambiente isolato e selvaggio: va affrontata da escursionisti ben allenati, con buona esperienza di montagna e certezza di tempo stabile.
Si parte dalla Pensione Soldanella, in Val San Nicolò, valle perpendicolare alla Val di Fassa all'altezza di Pozza di Fassa; l'itinerario inizia poco prima del ponte (punto di partenza su Google Maps). Dalla pensione si attraversa la strada e si risale il versante alla sua destra, prima del ponte, imboccando l'ampio sentiero 615B che sale ripido dapprima nel bosco e poi sbuca in un'ampia conca — la Vallaccia — simile a un grande anfiteatro, con di fronte la Punta Vallaccia. Di fatto qui inizia già la Ferrata Gadotti, anche se la targa vera e propria si trova nel secondo tratto attrezzato (1h 30' complessive).
Si affronta un primo tratto attrezzato su alcune cambre metalliche, seguito da una rampa diagonale in teoria facile ma potenzialmente scivolosa se bagnata; aggirato uno spallone roccioso compare il Bivacco Zeni (2100 m, 15' dall'attacco, 1h 45' complessive). Dal bivacco un bivio offre due possibilità: proseguire verso sud alla Punta Vallaccia, oppure tenere la destra per iniziare la Ferrata Gadotti, dove si incontra la targa dedicata all'alpinista scomparso sulle Pale di San Martino nel 1976. La via comincia con una cengia inclinata, cavo sulla sinistra, in direzione del Sasso delle Dodici: a tratti esposta ma non difficile, alterna roccette da salire e scendere a facili traversi. Si prosegue tagliando a mezzacosta in salita verso Cima Dodici (a inizio stagione qui può esserci un nevaio da affrontare con attenzione) fino a una sella (2390 m, 1h 30' dall'attacco, 3h complessive); a destra, in 10', una digressione porta a Cima Dodici (2443 m), con vista su Vigo e Pozza, sul Catinaccio, i Dirupi del Larsec, il Sassopiatto e il Sassolungo. Dalla sella si va verso sud, ignorando il bivio del CAI 630 che scende in Val di Fassa, e si segue la cresta rocciosa tenendosene sul versante sinistro fino a risalire un canalino ben attrezzato che porta sui prati sommitali del Sas Aut (2551 m, 45' dalla sella, 3h 45' complessive). Si prosegue sui prati verso sud fino a imboccare un canalone detritico da percorrere in discesa, dove servono attenzione e piede fermo nonostante le protezioni metalliche; tenendo la sinistra lungo il canalone si raggiunge il passaggio più caratteristico dell'itinerario: il Bus del Diaol, una stretta fenditura rocciosa attrezzata con cambre, da percorrere in discesa e leggermente strapiombante. Usciti dal Bus de Diaol si procede verso sud tra saliscendi su fondo detritico fino alla Forcella di Baranchie (2550 m), oltre la quale si piega a sinistra, verso est, per raggiungere la Punta Vallaccia (2637 m, 1h 30' dal Sas Aut, 4h dall'attacco, 5h 15' complessive), dove la ferrata termina.
Nel complesso la via è di livello facile, con l'eccezione di due o tre punti più impegnativi che richiedono maggiore attenzione: il tratto iniziale subito dopo il Bivacco Zeni, il canalino franoso prima del Sas Aut e il Bus del Diaol.
Itinerario per la stagione estiva; a inizio stagione possibile nevaio sul versante verso Cima Dodici. La via è dedicata alla memoria dell'alpinista trentino Franco Gadotti (nato il 9 gennaio 1955), dalla carriera breve ma intensa sulle Dolomiti di Brenta e non solo, morto a 21 anni durante la discesa dal Campanile Pradidali nelle Pale di San Martino.
Da Punta Vallaccia si scende verso est fino a un bivio: a destra si andrebbe alla Forcella de la Costela (partenza dell'Alta Via Bruno Federspiel), a sinistra si scende verso la Forcella Valacia. Poco prima di quest'ultima si può deviare a destra per il caratteristico Rifugio Valacia (2275 m), da cui i sentieri 624 (verso Baita Monzoni) e poi 603 riportano comodamente al parcheggio. Il rientro più rapido passa invece dalla Forcella Valacia, dove si tiene il CAI 615 in discesa fino al Bivacco Zeni e quindi a ritroso lungo il sentiero di avvicinamento fino all'auto (2h 30' da Punta Valaccia, 7h 45' complessive).
La Val San Nicolò ospita altre due ferrate molto interessanti e difficili, la Ferrata Kaiserjager e l'estrema Ferrata dei Magnifici 4. Volendo restare più giorni in valle, il proseguimento naturale della Gadotti è l'Alta Via Bruno Federspiel dalla Forcela de la Costela, a sua volta concatenabile con l'Alta Via Bepi Zac. Spostandosi verso il Catinaccio si aprono itinerari maestosi come la Ferrata Santner, la Ferrata al Catinaccio d'Antermoia, la Ferrata Masarè e la Ferrata Roda di Vael.
- DifficoltàModeratamente Difficile
- RegioneTrentino-Alto Adige
- GruppoCatena della Vallaccia
- Avvicinamento1:30 h
- Ferrata4:00 h
- Itinerario (a/r)7:45 h
- Dislivello ferrata539 m
- Dislivello itinerario1189 m
- Quota max2639 m
- Lunghezza11 Km

























































