Ferrata dei Finanzieri al Colac

Ferrata dei Finanzieri al Colac
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Ferrata dei Finanzieri al Colac

La Ferrata dei Finanzieri risale l'imponente massiccio del Colac, sopra Alba di Canazei in Val di Fassa. È una via difficile per la presenza di alcuni passaggi impegnativi, ma su roccia ben arrampicabile e piacevole; l'itinerario, di media lunghezza, è agevolato dalla funivia del Ciampac e si può abbinare in giornata al Sentiero Attrezzato Lino Pederiva.

Avvicinamento

Il punto di partenza è la stazione a monte della funivia Ciampac, che parte da Alba di Canazei (Trento): raggiunta Canazei si segue per il Passo Fedaia e si parcheggia nell'ampio piazzale presso gli impianti (punto di partenza su Google Maps). In alternativa si può salire al Rifugio Ciampac a piedi da Alba di Canazei lungo il CAI 644, circa 600 m di dislivello in un'ora e mezza. Dalla stazione a monte si vede chiaramente la meta, la vetta del Colac; si seguono i cartelli che, facendo dapprima perdere quota verso sud in direzione di un lago artificiale, portano sotto il massiccio. Si risale un irto sentiero su fondo ghiaioso fino alla targa commemorativa e alle prime funi metalliche (2190 m, 20' dalla stazione a monte).

Il percorso

La ferrata inizia con una serie di roccette senza difficoltà, dove il cavo può servire anche solo per l'autoassicurazione; terminate le prime attrezzature si prosegue su un sentiero ghiaioso che con alcuni tornanti faticosi porta sotto la parete principale. Si risale un breve balzo, si percorre un traverso esposto ma facile verso sinistra, si scende verso un canalino detritico (caratteristica ricorrente della via) e si risale il versante opposto con alcune roccette; una rampa inclinata conduce a una fessura rocciosa che richiede più impegno, poi una stretta cengia verso sinistra porta a una serie di staffe metalliche su una placca appoggiata, spesso umida e ghiaiosa. Si entra quindi nella parte centrale, la più impegnativa (di livello medio): alcune esposte balze rocciose, agilmente arrampicabili, introducono al passaggio chiave, una sequenza di tre diedri verticali ed esposti, attrezzati con staffe e con qualche tratto strapiombante e atletico, da salire alternando le staffe a destra, poi al centro a sinistra e di nuovo a destra. Si esce su una rampa inclinata (attenzione a non smuovere sassi sui diedri sottostanti) che, con l'aiuto del cavo per l'aderenza, porta a un terrazzo panoramico verso il Gruppo Sella e il Sassolungo. Superato il tratto più ostico si prosegue su un lungo sentiero attrezzato in quota, tra brevi balzi e roccette, dentro un canalino e fuori su altre roccette; si risale un balzo più evidente ma arrampicabile fino a un breve camino da superare in spaccata, poi una serie di canalini e piccole pareti ben appigliate rende la salita piacevole. Si raggiunge una cengia e un tratto verticale che sale in diagonale a sinistra dentro un canalone: qui, nel finale modificato nel 2019, ci si sposta a sinistra su una placca verticale e quasi priva di appigli, che richiede forza nelle braccia e progressione in aderenza; dopo i primi metri ci si sposta a sinistra in buona esposizione e si riparte in verticale per vincere un leggero strapiombo, il passaggio più impegnativo della via, dove alcune staffe vengono in aiuto. Le difficoltà calano gradualmente e si raggiunge la cresta finale, percorsa fino alla croce di vetta con vista a 360 gradi sui gruppi della Val di Fassa e sulla Marmolada (2715 m, 2h dall'attacco, 2h 20' dalla stazione a monte).

Carattere e difficoltà

Una via varia e gratificante: i tratti più ostici (i tre diedri e la placca finale) sono compensati da lunghi tratti su roccia ottima e ben appigliata, che la rendono piacevole da arrampicare.

Nei diedri e nei canalini detritici prestare attenzione a non smuovere sassi su chi sale più in basso. Il finale rimaneggiato nel 2019 è più impegnativo della vecchia uscita, con una placca verticale a scarsi appigli.

Periodo e sicurezza

Via d'alta quota per la stagione estiva; conviene verificare gli orari di apertura della funivia Ciampac per organizzare salita e rientro.

Discesa

Si torna brevemente a ritroso sugli ultimi metri prima della vetta e si scende per il ripido canale attrezzato segnalato da una scritta su roccia: un primo tratto attrezzato porta a una forcella, oltre la quale un secondo ripido canalone e una parete attrezzata con staffe fanno perdere quota fino a una cengia sotto la parete est del Colac. Seguendo il sentiero a mezzacosta si raggiunge Forcia Negra (2509 m, 1h dal termine della ferrata). Da qui due opzioni: la più rapida resta sul sentiero 613, che senza difficoltà aggira il Colac e riporta al Rifugio Ciampac e alla funivia (30' da Forcia Negra, circa 4h totali); in alternativa si percorre il Sentiero Attrezzato Lino Pederiva, prendendo il CAI 613 verso il Passo San Nicolò e poi, a un bivio, il CAI 613B che a mezzacosta sotto il Sas de Roces porta alla Sella de Brunec (2428 m, 1h 45' da Forcia Negra), da cui col CAI 644 si rientra al Rifugio Ciampac e alla funivia (30' dalla Sella, 5h 45' totali).

Da abbinare

In giornata si può concatenare il Sentiero Attrezzato Lino Pederiva, lungo il rientro. Dal vicino Passo Fedaia partono inoltre la Ferrata Eterna alla Marmolada e la Ferrata delle Trincee.

Galleria
Dati tecnici
  • DifficoltàDifficile
  • RegioneTrentino-Alto Adige
  • GruppoColac - Val di Fassa
  • Avvicinamento0:20 h
  • Ferrata2:00 h
  • Itinerario (a/r)5:15 h
  • Dislivello ferrata565 m
  • Dislivello itinerario655 m
  • Quota max2715 m
  • Lunghezza5 Km
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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