Ferrata la Farina del Diavolo

Ferrata la Farina del Diavolo
Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
Ferrata la Farina del Diavolo
Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

La Ferrata «La Farina del Diavolo» è una via recente (inaugurata nel 2019) che risale una parete verticale e levigata accanto alla cascata della Radime, una delle più alte d'Europa ma generalmente in secca. La roccia è povera di appigli naturali e costringe a salire quasi sempre con l'ausilio del cavo, con esposizione presente lungo quasi tutto il percorso; tecnicamente non è difficile ed è ideale per una mezza giornata o come allenamento per vie più impegnative in quota.

Avvicinamento

Il punto di partenza è dietro il cimitero di Villa Santina (363 m), in provincia di Udine, situato prima dell'abitato sulla destra per chi proviene da Tolmezzo; si parcheggia nei pressi del camposanto (punto di partenza su Google Maps). Dall'uscita autostradale di Amaro (A23) si seguono le indicazioni per la SS 52 Carnica verso Tolmezzo e poi Villa Santina (circa 15 km, 20' d'auto). L'avvicinamento parte dietro al cimitero (segnalato): dopo circa 10' di cammino in un boschetto si raggiunge il cartello che indica l'attacco della ferrata.

Il percorso

La via inizia con una piccola scaletta (la «scala del benvenuto») su tratto verticale, piegando leggermente a destra e poi a sinistra su una cengia erbosa, da cui parte un lungo traverso diagonale verso sinistra, ben attrezzato con numerose cambre e diversi appigli naturali che facilitano la progressione. Si prosegue su un tratto più verticale, ma mai difficile grazie alle cambre ravvicinate, fino al termine della rampa, dove uno spuntone di roccia verticale molto suggestivo introduce al ponte tibetano (che in realtà porta a sinistra a un belvedere, facoltativo rispetto al proseguimento della ferrata). Si continua verso un gruppo di alberi e si raggiunge un traverso molto aereo e panoramico, forse il tratto più gratificante della via; un nuovo tratto verticale con cambre ravvicinate conduce a una cengia artificiale con passerella di legno. Si affrontano quindi un tratto verticale e un passaggio orizzontale in un anfratto stretto tra due rocce, seguiti da un ultimo tratto verticale, sempre ottimamente attrezzato, che porta al libro di vetta; un ultimo sperone segna la fine della ferrata (1h 35' dall'attacco, 1h 50' dal parcheggio).

Carattere e difficoltà

È un percorso interessante e ben attrezzato, talvolta perfino troppo, adatto a una mezza giornata e come preparazione a vie attrezzate più severe.

Pur non essendo tecnicamente difficile, presenta esposizione lungo quasi tutto il tracciato e va affrontata con la dovuta attenzione. Esposta a sud e a bassa quota, è sconsigliata nel periodo estivo per il caldo.

Periodo e sicurezza

Per l'esposizione a sud e la bassa quota è preferibile nelle mezze stagioni; da evitare nelle giornate estive più calde.

Discesa

Subito dopo la fine della ferrata si trovano le indicazioni per il ritorno diretto a Villa Santina. In alternativa si può proseguire fino al grazioso abitato di Lauco e poi rientrare per sentiero seguendo le indicazioni per il cimitero (30' di rientro, 2h 15' totali).

Da abbinare

La via si trova all'ingresso della Carnia. Risalendo la valle si raggiungono altre belle ferrate, tra cui la Ferrata Adventure Climb al Clap Varmost, la Ferrata Cassiopea al Torrione Comici e la Ferrata Cinquanta del Clap e Simone al Creton di Culzei; verso il confine sloveno, a Pontebba, sale invece la difficile Ferrata Tenente Ruffano.

Galleria
Dati tecnici
  • DifficoltàModeratamente Difficile
  • RegioneFriuli-Venezia Giulia
  • GruppoPrealpi Carniche
  • Avvicinamento0:10 h
  • Ferrata1:30 h
  • Itinerario (a/r)2:15 h
  • Dislivello ferrata347 m
  • Dislivello itinerario400 m
  • Quota max710 m
  • Lunghezza4 Km
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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