Ferrata delle Taccole al Monte Baldo

Ferrata delle Taccole al Monte Baldo
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Ferrata delle Taccole al Monte Baldo

La Ferrata delle Taccole è una via difficile e atletica del Monte Baldo che porta alla Vetta delle Buse. Breve e con dislivello contenuto, ma esigente: roccia molto solida ma liscia, pochi appigli naturali e molte staffe, talvolta distanti, che spesso obbligano a tirare il cavo. Richiede buone doti di arrampicata e tenuta fisica.

Avvicinamento

L'attacco è raggiungibile per più itinerari, con o senza la funivia Prada–Costabella. Senza impianti si punta al Rifugio Telegrafo (2200 m): il CAI 657 (2h 30'), facile e senza tratti esposti, parte da uno spiazzo presso un tornante della provinciale tra Ferrara di Monte Baldo e San Valentino; il CAI 652 – Sentiero Bovi (1h 45'), più rapido ma con tratti ripidi ed esposti, parte da uno spiazzo a bordo strada (max 8 auto; strada chiusa d'inverno) (punto di partenza su Google Maps). Con la funivia a Costabella si segue il CAI 658 verso nord oltre il Rifugio Chierego fino alla Vetta delle Buse (2152 m) e si scende verso il Rifugio Telegrafino fino a una sella con la targa metallica (45' dalla stazione a monte). Per il CAI 657 si sale a Punta Sascaga e si tiene a sinistra il 658 verso la Vetta delle Buse, arrivando alla sella prima della cima (3h dal parcheggio); per il 652 si raggiunge Punta Telegrafo, si scende al rifugio e si prosegue verso sud fino alla stessa sella (2h dal parcheggio). Dalla sella si scende verso ovest per un ripido e franoso canalino fino all'attacco (10' dalla sella).

Il percorso

Si parte dall'interno di un camino: i primi metri offrono buoni appigli, poi bisogna cercare con cura appoggi naturali oltre a maniglie e staffe. Il cavo corre sul lato sinistro, ma alcuni appoggi sono sul destro: conviene studiare bene la progressione. Salendo la fessura si stringe e l'esposizione cresce, fino a un terrazzino nella parte alta del camino; rimontati gli ultimi metri si esce su massi rocciosi (uno sporgente) e, per una cengia a destra, si arriva alla base di una lunga placca ripida. Qui il cavo segue una fessura che offre gli unici appigli naturali, mentre la placca compatta è liscia: si sale in forte esposizione aiutati da staffe e maniglie poste alternativamente a destra e a sinistra del cavo (tratto più duro per chi è di bassa statura per via della distanza tra le staffe). La parte alta della placca presenta il passaggio più complesso: la fessura si allarga, il cavo scorre a destra e si esce con un movimento atletico, sfruttando una staffa verticale posta sopra la testa. Pochi metri sopra il cavo vira a sinistra per un breve traverso e attacca un diedro con staffe su entrambi i lati, atletico ma protetto, con un breve tratto strapiombante, oltre il quale si piega a destra su un terrazzino dove conviene riposare. L'ultimo tratto inizia con una parete simile alle precedenti, con pochi appigli ma staffe; gradualmente ci si sposta dentro una fessura, talvolta umida, con un paio di punti spancianti dove serve far forza sul cavo. La fessura si stringe fino a spingere fuori (utile un passo in lolotte sfruttando una staffa a sinistra), poi restano gli ultimi metri di placca. Si esce su un sentiero terroso e, dopo alcuni balzi rocciosi, si raggiunge il libro di vetta dove termina la ferrata (45' dall'attacco).

Carattere e difficoltà

Via Molto Difficile, atletica e poco arrampicabile: la roccia è solidissima ma liscia, con appigli naturali quasi solo in spigoli e fessure. Le numerose staffe agevolano i tratti duri, ma alcune distanze obbligano a tirare il cavo. È una via che mette alla prova ed esposta, capace di appagare anche il ferratista esperto.

Attenzione al canalino di accesso, ripido e franoso, che spesso resta innevato anche a inizio stagione. Date la roccia liscia e l'impegno fisico, valutare bene le proprie capacità di arrampicata prima di partire.

Periodo e sicurezza

Stagione estiva (quota massima 2152 m); panorama notevole dalla cima, con il Lago di Garda in basso e le Prealpi bresciane e le Dolomiti all'orizzonte. Usando la funivia in salita l'itinerario e il dislivello si riducono molto, lasciando energie per un secondo attrezzato. Cartografia: carta del Monte Baldo (4Land).

Discesa

Dal termine si scende per sentiero fino al CAI 658; a seconda dell'avvicinamento si va a sinistra verso il Rifugio Telegrafo o a destra verso la stazione a monte della funivia, ripercorrendo poi a ritroso l'itinerario di salita.

Da abbinare

Se si è usata la funivia restano energie per il vicino Sentiero Attrezzato della Val Sorda, oppure per le ferrate del Garda: la facile Ferrata Rio Sallagoni, le panoramiche Ferrata a Cima Capi e Ferrata dell'Amicizia, o la più difficile Ferrata Mori. Per itinerari facili, i sentieri attrezzati Colodri e delle Cavre.

Galleria
Dati tecnici
  • DifficoltàMolto Difficile
  • RegioneVeneto
  • GruppoMonte Baldo
  • Avvicinamento3:00 h
  • Ferrata0:45 h
  • Itinerario (a/r)7:30 h
  • Dislivello ferrata164 m
  • Dislivello itinerario1030 m
  • Quota max2152 m
  • Lunghezza11 Km
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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