Ferrata delle Aquile alla Paganella

La Ferrata delle Aquile è una via moderna e spettacolare sul versante sud-est della Cima La Paganella, sopra Andalo (TN). Ha uno sviluppo insolito — prima in discesa, poi una lunga cengia esposta e infine in salita — con attrezzatura eccellente, due ponti sospesi e, nelle varianti, originali scale elicoidali. L'avvicinamento è brevissimo grazie agli impianti, ma in estate è molto frequentata.
Punto di partenza è la stazione a monte della funivia di Andalo (TN), raggiungibile dal casello di Trento Nord via Mezzolombardo, Fai della Paganella e Andalo; un parcheggio gratuito si trova sulla destra poco prima degli impianti (punto di partenza su Google Maps). Presa la funivia si scende a Dosso Pela (1776 m) e, con breve sentiero sotto una galleria, si risale alla Cima La Paganella (2125 m). Si prosegue in leggera salita verso alcuni ricevitori fino a un bivio: a sinistra un facile sentiero tra i mughi porta in pochi minuti all'attacco (15' dalla stazione a monte); a destra si imbocca il Sentiero Attrezzato delle Aquile, facile ed esposto, che lungo una cengia conduce allo stesso punto (30'). In alternativa agli impianti si sale da Andalo a piedi per il sentiero F11 (circa 2h, 1000 m di dislivello).
Lo sviluppo è singolare: prima in discesa, poi in salita lungo la costola del Dente del Corno, suddiviso in tratti riconoscibili da targhe metalliche. Si parte con il 'Canalone Battisti', discesa lungo il fianco sinistro di un ripido canale erboso (cavo da corrimano) alternata a brevi risalite e cenge, fino alla targa 'Antro delle Pegore' e a un passaggio nella roccia. Si esce su una facile cengia e si scende su roccette via via più esposte, senza difficoltà ma con piede fermo. Segue il primo tratto più tecnico, la 'Traversata degli Angeli': un traverso orizzontale molto esposto che aggira uno spigolo, con buoni appigli all'inizio e staffe nella seconda parte (un paio di passaggi leggermente strapiombanti). Dopo due brevi disarrampicate verticali esposte, aiutate da sostegni metallici, si traversa a sinistra alla targa 'Conca d'Oro' e si imbocca la 'Cengia Terlago', alternanza di traversi e cenge che aggira il Dente del Corno fino alla parete ovest. Si scende verso il corno collegato alla montagna da due ponti sospesi: superata la targa 'Ponti del Cielo' si affronta il primo ponte (a quattro corde, stabile, con pedane metalliche), poi alcune cambre fino a un breve gendarme e al 'Dos de la Merenda', da cui parte il secondo ponte, più lungo (aggirabile con sentiero attrezzato). Si risale una parete attrezzata e si scende a una sella terrosa dove si ricongiunge il sentiero. Al termine, dopo il libro firme, due opzioni: lo 'Spigolo del Vento', lungo pilastro in parte staffato con ottimi appigli naturali e gradoni finali esposti ma facili; oppure la 'Variante Estrema – Il Volo dell'Aquila', con due scale elicoidali in fune metallica (la seconda un po' più dura) e un terzo ponte sospeso. Entrambe portano alla grande targa 'Il Trono dell'Aquila' (1h 45' dall'attacco indipendentemente dall'ultima variante, 2h totali dalla stazione a monte).
Via Moderatamente Difficile, con attrezzatura recente e abbondante (fittoni molto ravvicinati). Esiste inoltre la variante 'Battito d'Ali' (dal 2019), Estremamente Difficile, che tra il primo e il secondo ponte prevede un pendolo seguito da una parete verticale e strapiombante con passi atletici privi di staffe.
Stagione estiva (quota massima 2125 m); la possibilità di salire e scendere con gli impianti la rende molto turistica. Sul secondo ponte il cavo alto per i moschettoni è spesso troppo elevato: si può procedere mettendo un moschettone sul cavo di destra e uno su quello di sinistra. Per le scale elicoidali è utile portare una fettuccia per un'eventuale sosta a metà. Cartografia: carte del Gruppo di Brenta, della Valle dei Laghi e Alto Sarca o dell'Alta Valsugana (4Land).
Dal termine si prosegue verso nord-ovest sul sentiero che sale verso la Cima La Paganella; a un bivio, tenendo la sinistra, si raggiungono i prati delle piste e quindi gli impianti della funivia (30' dal termine, 2h 30' totali), da cui si scende a valle e al parcheggio.
Usando gli impianti restano tempo ed energie per un secondo itinerario: la Ferrata al Burrone Giovanelli a Mezzocorona o la Ferrata di Rio Secco; verso il Garda la Ferrata di Preore o la Ferrata Rio Sallagoni; più impegnativa la Ferrata Marangoni a Mori. Recenti anche la Ferrata della Val del Rì e la Ferrata della Croce di Fai.
- DifficoltàModeratamente Difficile
- RegioneTrentino-Alto Adige
- GruppoPaganella
- Avvicinamento0:15 h
- Ferrata1:45 h
- Itinerario (a/r)2:30 h
- Dislivello ferrata150 m
- Dislivello itinerario320 m
- Quota max2125 m
- Lunghezza3,1 Km




















































