Ferrata della Tour du Jalouvre (Jallouvre)

Sulle pareti che sovrastano il Col de la Colombière, in Alta Savoia, la ferrata della Tour du Jalouvre risale con decisione lo sperone meridionale del Jalouvre, tra passaggi verticali e tratti d’arrampicata delicata. Non è una via per chi cerca un primo approccio al cavo d’acciaio: l’ambiente è aperto, severo, di taglio più alpinistico che sportivo, e ripaga con un affaccio isolato sulle Aravis e sulle valli circostanti, ben lontano dal via vai delle ferrate più frequentate.
Si arriva da Ginevra seguendo la strada verso Saint-Jean-de-Sixt e proseguendo in direzione del Col de la Colombière. Il riferimento è un ampio parcheggio di ghiaia a 1550 m, ricavato nel terzultimo tornante prima del valico, frequentato insieme da arrampicatori, ferratisti ed escursionisti. Da lì un sentiero ben tracciato accompagna verso ovest ai piedi della parete, con pochi saliscendi, fino alla tabella d’attacco: circa 25 minuti di cammino su un percorso che introduce già all’ambiente severo della parete.
Dall’attacco la ferrata sale senza sconti, sviluppando 480 metri di dislivello in circa 5 ore di progressione. Il tracciato alterna placche e diedri a tratti più aerei, con diversi passaggi valutati C/D che chiedono braccia allenate e confidenza con la parete. Chi opta per la variante 2a, la più impegnativa, trova uno strapiombo di grado D, probabilmente il passaggio-chiave dell’intera salita. Chi vuole completare l’ascensione con la vetta può proseguire oltre l’uscita della ferrata: altri 350 metri di dislivello su terreno d’alta montagna portano alla cima del Jalouvre, con vista aperta sull’intera catena delle Aravis.
Il grado 4 - C/D sulla scala tedesca colloca la Tour du Jalouvre fra le vie impegnative: il numero indica un itinerario lungo e sostenuto, le lettere segnalano tratti verticali e strapiombanti che pretendono forza nelle braccia oltre che tecnica di piedi. È, più che una ferrata sportiva, un itinerario di carattere alpinistico, dove il cavo accompagna la progressione ma non sostituisce l’esperienza in montagna: capacità di muoversi su terreno esposto, gestione dei tempi e valutazione del meteo restano determinanti, specie per chi punta alla vetta anziché fermarsi all’uscita della ferrata vera e propria.
Chi non sale fino in cima segue le indicazioni «VF Retour», che dapprima risalgono ancora per pochi metri fra gli ometti di pietra. Da lì il sentiero scende verso est, non sempre agevole, con un tratto di circa 20 minuti fino a incrociare il più ampio percorso escursionistico che riporta verso la strada del valico. Poco prima di raggiungerlo, un ultimo tratto ripido e assicurato con un cavo d’acciaio, lungo una fascia rocciosa, chiude la discesa con la stessa attenzione richiesta in salita, prima di rientrare al parcheggio di partenza.
Dati tecnici e fotografie di questa scheda provengono da klettersteig.de. La descrizione è un testo originale della redazione di Ravenna Gravity Fighters, scritto a partire dai dati oggettivi dell’itinerario. I diritti sulle immagini restano dei rispettivi autori: per segnalazioni o richieste di rimozione, contattaci.
- Itinerario totale5:00 h
- Dislivello480 m
- Altitudine massima2050 m
- Punto di partenzaCol de la Colombière, 1550 m
- Difficoltà (scala tedesca)4 – C/D









