Ferrata Croda di Cengles (Tschenglser Hochwand)

La Ferrata alla Croda di Cengles (Tschenglser Hochwand) è una via d'alta quota nel gruppo dell'Ortles che porta in vetta a 3375 m. Pur non lunga, è atletica e impegnativa per la roccia liscia e poco appigliata, con un panorama straordinario su Ortles, Cevedale e Angelo Grande.
Punto di partenza è Soldà (da Bolzano Sud verso Merano e Passo dello Stelvio, poi a sinistra per Soldà) (punto di partenza su Google Maps). Si raggiunge il Rifugio Serristori (2721 m) o a piedi dal paese per il sentiero 5 lungo la Valle di Zay (circa 2h 30'), oppure con la seggiovia fino al Pulpito (2350 m) e poi per il sentiero 12 che si innesta sul 5 (circa 1h 30'). Dal rifugio si segue il CAI 5 risalendo il vallone morenico con i bolli gialli, tenendo la sinistra al bivio con il sentiero 2 (che va verso l'Angelo Grande). Si sale tra grandi massi verso le pareti rossastre fino ai Laghetti (2887 m, 45' dal rifugio), dove si vira a sinistra verso il canalone della via normale ignorando il 5B verso il Passo Zay. Procedendo a semicerchio si giunge a un bivio: a sinistra sale la via normale (bolli rossi, via di rientro), a destra si seguono i segni gialli; poco dopo, sulla destra, una targhetta segna l'inizio della ferrata, intitolata a Otto Erich (1h dal rifugio Serristori, 3h 30' da Soldà).
I primi metri salgono su una placca liscia, seguita da un traverso a destra e una breve placca verticale. Si prosegue in salita diagonale sulle pareti rossastre e nere, si aggira uno spigolo in crescente esposizione e si traversa a destra. Si continua seguendo i segni gialli, alternando tratti arrampicabili a rocce compatte e poco appigliate, dove conviene tirare sul cavo per guadagnare quota; alle spalle, il panorama spazia su Ortles, Monte Zebrù e Gran Zebrù da un lato, Angelo Grande, Cima Vertana e Cevedale dall'altro. Si risale un diedro appoggiato con buoni appigli, alcune roccette in diagonale e una placca con un'evidente fessura arrampicabile; una breve scaletta metallica e un paio di traversi non difficili chiudono la ferrata (3310 m, 1h 30' dall'attacco). Da qui ci si innesta sulla via normale, che con alcune funi, maniglie metalliche su roccia liscia e un paio di tratti attrezzati esposti porta alla croce di vetta (3375 m, 15' dal termine della ferrata, circa 5h 15' totali).
Ferrata logica ma impegnativa e a tratti fisica (Molto Difficile), in ambiente d'alta quota. La roccia è solida ma levigata e liscia in più punti, il che riduce l'arrampicabilità e alza il grado costringendo a trazionare sul cavo. Attrezzatura in ottimo stato; il primo tratto, aggiunto nel 2013, offre di fatto una via di fuga dopo i primi 100 metri.
Via di piena estate, con roccia asciutta e nevai ridotti; la salita con la seggiovia consente di risparmiare tempo ed energie. Cartografia consigliata: carta dell'Ortles-Cevedale.
Si scende per la via normale: i primi metri ripercorrono l'ultimo tratto di salita fino all'innesto della ferrata (tratto un poco più difficile, tenere l'imbrago), poi si segue l'abbondante segnaletica rossa alternando disarrampicata e tratti attrezzati, passando dal versante nord a quello ovest, meno impegnativo. Si raggiunge una forcella e un ripido canalone detritico che riporta al bivio dell'avvicinamento; di qui, a ritroso, al Rifugio Serristori (7h totali) e quindi a Soldà per il sentiero 5 (circa 8h 30' totali).
Restando a Soldà si può valutare la molto difficile Ferrata Tabaretta; verso la Val Passiria la Ferrata delle Cascate di Stuller; sullo Stelvio, in direzione Ponte di Legno, la Ferrata del Sentiero dei Fiori.
- DifficoltàMolto Difficile
- RegioneTrentino-Alto Adige
- GruppoOrtles-Cevedale
- Avvicinamento3:30 h
- Ferrata1:45 h
- Itinerario (a/r)8:30 h
- Dislivello ferrata310 m
- Dislivello itinerario1400 m
- Quota max3375 m



