Ferrata Rino Costacurta al Monte Teverone

Ferrata Rino Costacurta al Monte Teverone
Vie Ferrate › Veneto › Belluno
Ferrata Rino Costacurta al Monte Teverone

La Ferrata Rino Costacurta sale il Monte Teverone, nell'Alpago. Il tratto attrezzato in sé è di livello medio-facile, ma è inserito in un itinerario lungo e impegnativo che si svolge in un ambiente isolato e selvaggio, con un rientro ad anello molto esteso. Il valore della via sta nell'avventura e nei panorami della parete nord del Teverone, più che nelle difficoltà tecniche.

Avvicinamento

Punto di partenza nei pressi di Casera Stabali, a nord della frazione di Plois (Belluno): raggiunta Pieve d'Alpago si prosegue verso ovest sulla provinciale fino al bivio, presso il municipio, per via Marconi verso nord, che con alcuni tornanti porta a Plois; all'ingresso del paese, presso una piccola costruzione religiosa, si tiene la sinistra in salita, poi la destra alle biforcazioni successive, fino a una tettoia con tavolo e panche dove si parcheggia (1050 m) (punto di partenza su Google Maps). Dalla tettoia si segue la mulattiera CAI 965 (indicazioni Ferrata Costacurta) fino a Casera Stabali (1070 m), poi in salita sul 965/AV6 verso il Passo di Valbona, oltre la Casera Scalet Bassa (1170 m) e uno spiazzo con croce e bandiera, fino a Scalet Alta (1590 m, 1h 15'). Si ignora il CAI 930 a sinistra e poco oltre si tiene la destra sul 930 verso la Forcella Bassa e la ferrata; il sentiero procede verso sud alternando salite e discese, aggira una parete e risale un canalone fino alla Forcella Bassa (1930 m, 2h 15'), ampia sella erbosa e crocevia. Si tiene la destra verso l'attacco (segnavia AV7): una traccia tra l'erba porta ad aggirare a destra un risalto roccioso (triangolo azzurro) e poi a sinistra verso il filo di cresta, dove una targhetta segna l'inizio della ferrata (2065 m, 2h 45' dal parcheggio).

Il percorso

Dall'attacco si risale un canalino dal fondo instabile ma non difficile, si aggira uno spigolo e si sale ripidi su un tratto gradonato. I primi metri corrono sul versante nord della cresta, verso la valle di Landres Negres (lato friulano dell'Alpago); dopo un tratto esposto ma piano, alcuni tornanti attrezzati portano sul versante veneto. La ferrata si sviluppa ora prevalentemente su strette cenge erbose, alternando brevi salite e discese in ambiente molto esposto e panoramico, fino a un primo tratto verticale; si scende lungo una rampa terrosa inclinata, si aggira uno spigolo e si raggiunge un ampio spiazzo erboso per una pausa. Si prosegue su una cengia inclinata sotto un tetto roccioso, che fa perdere quota e sollecita le braccia obbligando a spingersi in fuori; la vista sulla parete nord del Teverone è magnifica. Dopo un tratto di cengia erbosa che diventa sentiero, la ferrata riprende con le stesse caratteristiche — cenge e brevi traversi esposti, canalini attrezzati, balzi rocciosi — fino a un balzo verticale non difficile e ricco di appigli; un'ultima cengia e un canalino franoso conducono alla sella erbosa del Monte Fagoreit (2094 m, 2h 15' dall'attacco, 5h totali).

Carattere e difficoltà

Il tratto attrezzato è medio-facile, sviluppato soprattutto su cenge erbose esposte con qualche canalino e balzo; ciò che rende la via di grande impegno è il contesto, con 19 km, 1044 m di dislivello e 8 ore complessive in ambiente isolato. Difficoltà complessiva Molto Difficile, intesa come impegno globale dell'itinerario.

L'impegno è nell'itinerario, non nella tecnica: ambiente selvaggio, lungo e senza vie di fuga rapide, con un rientro su sentieri poco segnati e a tratti instabili. Da affrontare con autonomia, buon allenamento e meteo stabile.
Periodo e sicurezza

Ambiente isolato d'alta quota (massimo 2094 m): stagione estiva, a versanti puliti. Giornata molto lunga, circa 8 ore per 19 km: partenza presto e passo regolare.

Discesa

Dal termine della ferrata si può salire al Monte Fagorat per il sentiero di cresta 936; il rientro vero e proprio segue verso sud il sentiero 932, che scende in una conca erbosa e pietrosa non sempre ben segnata e a tratti instabile, aggira il Col Fontana e passa a fianco di Casera Venal (1260 m), proseguendo poi lungo la vallata fino a ricongiungersi con l'avvicinamento e tornare a Plois.

Da abbinare

Spostandosi nelle vicine Dolomiti Bellunesi si trova un itinerario di tutt'altro carattere, la Ferrata Berti alla Schiara.

Galleria
Dati tecnici
  • DifficoltàMolto Difficile
  • RegioneVeneto
  • GruppoAlpago - Monte Teverone
  • Avvicinamento2:45 h
  • Ferrata2:15 h
  • Itinerario (a/r)8:00 h
  • Dislivello ferrata150 m
  • Dislivello itinerario1044 m
  • Quota max2094 m
  • Lunghezza19 Km
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

✉ Invia una mail