Ferrata Corno del Bene

Ferrata Corno del Bene
Vie Ferrate › Lombardia › Brescia
Ferrata Corno del Bene

La recente Ferrata Corno del Bene, sul massiccio del Monte Guglielmo sopra Zone e il Lago d'Iseo, è breve ma intensa: atletica ed esposta, risale uno spigolo roccioso secondo una linea molto logica e di crescente esposizione. L'attrezzatura nuova e ben disposta rende la salita interessante, ma è una via sconsigliata a chi è alle prime armi. Bellissimo il panorama dalla cima.

Avvicinamento

Punto di partenza l'abitato di Zone, vicino alla riva orientale del Lago d'Iseo (Brescia): da Marone, sulla strada che collega Brescia alla Valcamonica, si esce verso Zone; entrati in paese si imbocca a destra Corso Europa, poi a destra via Monte Guglielmo fino a un incrocio dove, sulla destra, risale ancora via Monte Guglielmo (indicazione anche per il Bosco degli Gnomi); si percorre la stretta strada fino a un parcheggio prima di un ponte, dove finisce l'asfalto (punto di partenza su Google Maps). Dal parcheggio si sale lungo la carrareccia (CAI 227) fino a un bivio: si lascia a destra il CAI 230 e si tiene il 227 a sinistra verso il Monte Guglielmo e il Corno del Bene. A un bivio dove la ferrata è segnata si tiene per essa, proseguendo sui prati fino a un nuovo bivio: dritto si salirebbe al Corno del Bene, noi teniamo la destra verso la costa rocciosa; al bivio successivo si ignora il sentiero che a destra scende verso Casentiga e si gira deciso a sinistra verso il bosco e l'evidente Corno del Bene, fino all'attacco (2h dal parcheggio).

Il percorso

La via inizia con un traverso orizzontale a destra non difficile, poi il cavo gira in verticale: nei primi metri la roccia offre buoni appoggi, anche se un po' sporchi di terriccio. Si piega leggermente a destra incontrando un primo tratto strapiombante, dove alcune staffe ben poste aiutano; si traversa a sinistra prima in orizzontale poi in diagonale e si riprende una salita decisamente verticale, con meno appigli, in cui la fune ben tesa e alcune maniglie metalliche vengono in aiuto. Dopo una breve cengia stretta a destra si risale una parete con un terrazzino a metà per rifiatare; la parete prosegue verticale con maniglie ai lati del cavo e qualche staffa dove la roccia è povera di appigli: è il tratto più adrenalinico, fisico e aereo della via. Seguono un diedro diagonale con staffe e un diedro di quasi dieci metri, esposto ma non particolarmente difficile (appigli sul lato destro, attenzione ai tratti erbosi); si rimonta in obliquo a destra, si salgono un paio di metri in spaccata e si traversa a sinistra fino a una nuova parete verticale che culmina in una sporgenza da scavalcare tirandosi sul cavo. Dopo un tratto di roccette appoggiate a zigzag e una paretina di 4 metri con pochi appoggi, una rampa rocciosa a destra porta a un camino ben gradinato (le difficoltà sono nei primi passi, poi si procede in spaccata con buoni appigli); la seconda parte del camino piega a sinistra, con una placca liscia a destra che obbliga a usare la fune dove mancano gli appigli. Usciti dal camino in forte esposizione si traversa a destra e si riprende a salire fino alle ultime pareti verticali attrezzate con staffe, che conducono in vetta al Corno del Bene (quota massima 1695 m, circa 50' di sola ferrata).

Carattere e difficoltà

Via breve (200 m di dislivello attrezzato) ma intensa, atletica ed esposta, su una logica linea di spigolo. Difficoltà complessiva Difficile, con attrezzatura nuova e ben posizionata.

Nonostante lo sviluppo contenuto è una via fisica ed esposta, sconsigliata ai neofiti e agli inesperti. Attenzione agli appoggi sporchi di terriccio e ai tratti erbosi, poco affidabili. Lungo avvicinamento di 2 ore.
Periodo e sicurezza

Quota contenuta (massimo 1695 m): percorribile nelle mezze stagioni e nelle belle giornate, con roccia asciutta. Giornata di circa 4h 15' complessive per 1000 m di dislivello e 9,9 km.

Discesa

Dalla cima del Corno del Bene si rientra per i sentieri del massiccio (CAI 227 e diramazioni) fino al parcheggio di partenza, chiudendo l'anello.

Da abbinare

Sullo stesso massiccio del Guglielmo, con avvicinamento più breve, la Ferrata Corna delle Capre; più impegnativa, sopra Lodrino, la Ferrata Caspai.

Galleria
Dati tecnici
  • DifficoltàDifficile
  • RegioneLombardia
  • GruppoMonte Guglielmo - Prealpi Bresciane
  • Avvicinamento2:00 h
  • Ferrata0:50 h
  • Itinerario (a/r)4:15 h
  • Dislivello ferrata200 m
  • Dislivello itinerario1000 m
  • Quota max1695 m
  • Lunghezza9,9 Km
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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