Ferrata delle Bocchette Centrali

La Ferrata delle Bocchette Centrali e' una delle vie attrezzate piu' famose d'Italia e probabilmente del mondo: un viaggio aereo e spettacolare nel cuore delle Dolomiti di Brenta. Tecnicamente non e' estrema (Moderatamente Difficile), ma si svolge in alta montagna, e' molto lunga e attraversa nevai che possono essere ghiacciati: va affrontata con preparazione e con i materiali giusti. La sua bellezza sta nelle lunghe cenge scavate nella roccia e nei panorami sui campanili del Brenta.
Ci sono due basi di partenza. Opzione 1 (Madonna di Campiglio): si parte dal parcheggio del Rifugio Vallesinella (1513 m), sopra Madonna di Campiglio (punto di partenza su Google Maps). Dal Vallesinella si sale sul CAI 317 nel bosco fino al Rifugio Casinei (1850 m, 45'). Dal Casinei due varianti per il Rifugio Brentei: il CAI 318, che sale deciso fino a un bivio (2048 m) dove a sinistra si andrebbe al Rifugio Tucket mentre si tiene la destra raggiungendo con alcuni saliscendi il Rifugio Brentei (1h30' dal Casinei, 2h15' dal parcheggio); oppure il piu' basso Sentiero Attrezzato Violi (CAI 391), che porta sotto il Brentei con un tratto finale ripido (2h15' dal Casinei, 3h dal parcheggio). Dal Brentei (2182 m) si segue il CAI 318 fino a un bivio poco prima di Bocche di Brenta, dove si tiene la sinistra raggiungendo l'inizio della ferrata (1h dal Brentei, circa 3h15' dal parcheggio, 4h se si e' saliti per il Violi). Opzione 2 (Molveno): dalla Baita Ciclamino, raggiungibile da Molveno salendo via Dolomiti, si segue il CAI 319 lungo una sterrata fino al Rifugio Croz dell'Altissimo (1430 m, 40'); poco oltre, a un bivio, si lascia la sterrata e si tiene la sinistra sul CAI 340 che sale nel bosco verso il Rifugio Selvata (1630 m). Dal Selvata il CAI 319 porta al Rifugio Tosa (2439 m) e poi al Rifugio Pedrotti (2491 m, 2h30' dal Selvata, 4h30' dal parcheggio); dal Pedrotti si sale ancora verso Bocche di Brenta (2552 m, 30'), dove inizia la ferrata.
La via si apre con una scala metallica di una decina di metri, seguita subito da una seconda e una terza dello stesso sviluppo. Si imbocca poi una cengia con buono spazio per i piedi verso sinistra, facendo attenzione alle sporgenze della roccia; aggirato uno spigolo si risalgono alcune roccette, ormai immersi nei panorami sul Campanile Alto e sulla Cima degli Sfulmini. Inizia quindi una lunga cengia scavata nella roccia che aggira la base occidentale della Cima di Brenta Alta. Si affronta poi una parete piu' verticale attrezzata prima con staffe e poi con una scala metallica: in questo punto puo' esserci neve in un canalino anche a stagione inoltrata, e l'attraversamento richiede molta attenzione (per gli escursionisti meno sicuri puo' essere utile uno spezzone di corda per assicurarsi). Superato il tratto ci si avvicina al raccordo tra la Cima di Brenta Alta e il Campanil Basso: questo primo settore, dedicato a Otto Gottstein e Arturo Castelli, termina alla Bocchetta del Campanil Basso (2620 m, 45' dall'attacco). Si prosegue lungo il tratto dedicato a Carla Benini e Figari, salendo roccette e percorrendo alcune cenge, tra cui il celebre "ferro di cavallo", dove la cengia disegna un'insenatura nella montagna con forte esposizione. Si scende poi per roccette e una scala fino a un'ampia cengia in direzione della Bocca degli Armi; dopo un tratto di cresta una serie di lunghe scale metalliche lascia sul nevaio. La condizione del nevaio cambia di anno in anno, ma essendo esposto a nord lo si trova spesso ghiacciato: ramponi e piccozza sono vivamente consigliati per percorrerlo in sicurezza. Si scende lungo il nevaio verso il versante destro del vallone fino a raggiungere il Rifugio Alimonta (2580 m, 2h45' dall'attacco).
I passaggi attrezzati in se' non sono difficili: la via e' fatta di scale, cenge esposte e brevi tratti verticali ben attrezzati. La vera difficolta' e' l'ambiente di alta montagna, la grande lunghezza dell'itinerario e i nevai da attraversare. E' un percorso adatto a chi ha gia' esperienza di vie ferrate e di ambiente glaciale, da pianificare con cura, eventualmente con un pernottamento in rifugio per abbinarlo alle Bocchette Alte.
La stagione utile e' l'estate inoltrata, quando i nevai si sono ridotti, fino all'inizio dell'autunno. Oltre al set da ferrata completo (imbracatura, kit, casco) sono raccomandati ramponi e piccozza per i nevai, abbigliamento da alta quota e scorta d'acqua e cibo per una giornata molto lunga. Controllare sempre meteo e condizioni dei nevai presso i rifugi prima di partire.
Terminata la ferrata in zona Bocca d'Armi, il rientro dipende dall'avvicinamento scelto. Se si e' saliti da Madonna di Campiglio: dal Rifugio Alimonta si scende lungo il CAI 323 al Rifugio Brentei e quindi a ritroso per il sentiero di avvicinamento fino al Rifugio Casinei e infine, nel bosco, al Rifugio Vallesinella (3h45' dal termine della ferrata, circa 9h45' totali). Se si e' saliti da Molveno: da Bocca d'Armi si scende con la recente Ferrata Spellini fino al sentiero CAI 303, dove al bivio con il Sentiero Attrezzato Orsi si tiene la destra (1h30' da Bocca d'Armi); dal CAI 303 si scende al Rifugio Tosa e poi a ritroso per il Rifugio Selvata fino alla Baita Ciclamino (3h45' dal termine della ferrata, circa 11h totali).
L'abbinamento piu' appagante, con pernottamento in rifugio, e' con la Ferrata delle Bocchette Alte. Da Bocca d'Armi, invece di scendere all'Alimonta, si puo' proseguire sul CAI 305 fino a Bocca Bassa Massodi (2790 m) e scendere la Ferrata Detassis (CAI 396), eventualmente concatenando il Sentiero Attrezzato SOSAT verso il Rifugio Tucket. Nel gruppo meritano anche la Ferrata Brentari, la Ferrata Castiglioni, il Sentiero Attrezzato dell'Ideale e il Sentiero Attrezzato Apolloni a sud, mentre a nord si trovano la Ferrata Benini e il Sentiero Attrezzato Vidi.
- Avvicinamento3:15 h
- Durata ferrata2:45 h
- Itinerario totale9:45 h
- Dislivello ferrata100 m
- Dislivello itinerario1100 m
- Altitudine massima2770 m
- Lunghezza18 Km












