Ferrata Giulio Gabrielli a Cima d’Asta

Ferrata Giulio Gabrielli a Cima d'Asta
Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
Ferrata Giulio Gabrielli a Cima d'Asta
Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

La Ferrata Gabrielli è una via facile inserita in un lungo e suggestivo anello che porta a Cima d'Asta (2847 m), la vetta più alta della Catena del Lagorai. L'itinerario risale un buon dislivello e per gran parte non presenta difficoltà, risultando adatto anche a neofiti allenati; la vista dalla cima ripaga ampiamente la lunghezza della gita.

▲Avvicinamento

Si parte da Malga Sorgazza (1451 m), in Valsugana (provincia di Trento). Da Trento Nord si seguono le indicazioni per la Valsugana e Padova passando Caldonazzo e Levico; dopo una cinquantina di chilometri si prende a sinistra per Pieve Tesino e, giunti al paese, si risale a sinistra via Marchetto fino a un tornante dove si prosegue dritti per Malga Sorgazza e Cima d'Asta, fino all'ampio parcheggio (punto di partenza su Google Maps). La prima parte dell'avvicinamento è una camminata lungo la forestale CAI 327, che sale accanto a un lago artificiale e poi al Cimitero di Guerra di Sorgazza; ignorando i bivi del CAI 386 per il Monte Coston (a destra) e del CAI 360 per le Buse Todesche (a sinistra) si prosegue verso la stazione a valle della teleferica del Rifugio Brentari. A un bivio (1650 m, 40' dal parcheggio) si imbocca a sinistra il CAI 380, dapprima in falsopiano e poi a zig-zag verso la Forcella Magna; in circa 1h 15' si raggiunge la forcella, dove si tiene a destra il CAI 326 verso il Rifugio Brentari e la Ferrata Gabrielli. Dopo un quarto d'ora, a un bivio, si lascia il 326 (che prosegue al rifugio) e si tiene la sinistra in salita lungo una mulattiera con segnavia su sasso per la Ferrata Giulio Gabrielli (CAI 375): il sentiero aggira poco sotto Punta Socede (2345 m) e scende verso la Forcella Tellina (2249 m), da cui si intravede la parete della ferrata; dalla forcella, sul versante sinistro e seguendo i segni bianco-rossi, si raggiunge l'attacco, indicato da un cartello rosso e da una singolare parete giallo acceso (2260 m, 2h 45' dal parcheggio).

▲Il percorso

La ferrata inizia risalendo alcune roccette verso destra, poi piega a sinistra su balzi rocciosi un po' esposti ma non difficili, e prosegue su una cengia priva di difficoltà dove i tratti attrezzati si interrompono. Un breve sentiero fa da intermezzo tra le due parti della via; il secondo tratto è più verticale e inizia con una parete attrezzata da staffe metalliche: si sale un primo tratto, si attraversa un breve terrazzino verso destra, si risale un secondo tratto e si torna a sinistra per affrontare il terzo, sempre verticale su solide staffe. Si prosegue con un sentiero in quota verso la Cima di Col Verde — senza indicazioni — che si raggiunge dopo un paio di tratti esposti e attrezzati, con di fronte l'imponente sagoma di Cima d'Asta (1h dall'attacco della ferrata, 3h 45' complessive). Da Cima Verde si scende su pietraia segnata verso il Passo di Socede (2518 m, 4h complessive). Dal passo ci sono due alternative per la vetta: tenendo la destra sul CAI 375 si sale a Cima d'Asta per il Canalone dei Bassanesi, segnalato come Sentiero Alpinistico, con passaggi di I+ grado — si risale un ripido canalone seguendo i bolli rossi fino alla Bocchetta del Canalon (2664 m, 45' dal Passo Socede) e poi il crinale a destra, sempre su I+, fino a Cima d'Asta (2847 m, 45' dalla Bocchetta, 5h 30' complessive), passando accanto al Bivacco Cavinato; in alternativa, sempre a destra sul CAI 375, si raggiunge il Rifugio Brentari (2473 m) e si sale alla vetta per la via normale (CAI 364, 1h 30' dal Passo Socede).

▲Carattere e difficoltà

I tratti attrezzati sono tecnicamente facili, senza punti di particolare impegno tecnico o fisico; la valutazione "moderatamente difficile" riguarda solo il Canalone dei Bassanesi, con i suoi passaggi in libera di I+ grado, superiore al resto dell'itinerario.

⚠ L'impegno vero è nella lunghezza e nel dislivello dell'anello d'alta montagna; valutare con attenzione la variante del Canalone dei Bassanesi, che richiede dimestichezza con i passaggi in libera. Dalla vetta il panorama spazia dalle Piccole Dolomiti alle Pale di San Martino, ai ghiacciai del confine austriaco e all'Adamello.

▲Periodo e sicurezza

Itinerario d'ambiente alpino per la stagione estiva; vista la lunghezza conviene partire presto e avere certezza di tempo stabile.

▲Discesa

Da Cima d'Asta si scende lungo la via normale fino al CAI 364, dove si tiene la destra a mezzacosta verso la Forzelletta — raggiungibile con un tratto di salita attrezzato — per scendere al Rifugio Brentari (1h 15' dalla vetta, circa 6h 45' complessive). Dal rifugio si prosegue in discesa aggirando il bel Lago di Cima d'Asta sul CAI 327, su placche, ignorando i bivi per il 327B e per la Forcella Magna, fino al bivio dell'andata presso la teleferica (1h 45' dal Rifugio Brentari, 3h da Cima d'Asta); da qui si torna al parcheggio per il sentiero dell'andata (circa 8h 30' complessive).

▲Da abbinare

La zona del Lagorai è povera di sentieri attrezzati, perciò conviene spostarsi: verso Bassano si trovano la Ferrata Sass Brusai, la Ferrata Guzzella, il Sentiero degli Eroi e la Ferrata Santa Felicità; verso Trento il Sentiero Attrezzato Chiesa nella Val Scura o il Sentiero Attrezzato Bertotti, presso il Lago di Caldonazzo; in direzione di Fiera di Primiero si entra in Val di Scala per percorrere l'omonima Ferrata della Val di Scala.

▲Galleria
Dati tecnici
  • DifficoltàModeratamente Difficile
  • RegioneTrentino-Alto Adige
  • GruppoLagorai - Cima d'Asta
  • Avvicinamento2:45 h
  • Ferrata1:00 h
  • Itinerario (a/r)8:30 h
  • Dislivello ferrata250 m
  • Dislivello itinerario1397 m
  • Quota max2847 m
  • Lunghezza17,6 Km
Relazione

Questa relazione è stata redatta da Cornel Caba. Se trovi informazioni da correggere o aggiornare, contattami.

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